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Bravo il Mister e Zanoli, ma servono finanze solide.

Plaudo al calcio moderno, ma la società va rinforzata.

Bravo il Mister e Zanoli, ma servono finanze solide.

- Il calcio ha una giustizia tutta sua, tutta speciale, ma in serie C, tra i poverelli, certi errori si pagano caro, a certo livelli si scontano. In alto sono richiesti piedi di velluto, da basso piedi e basta. Ma ci vuole anche testa o testardaggine, lasciando stare l’incommensurabile superbia e cercando di vivere alla giornata.
Preziosi e Spinelli in passato hanno pagato dazio a questa categoria, prima di arrivare a risultati e godersela un po’, ma non sono i soli. Prendete Lugaresi del Cesena, che finchè era in alto gestiva, ora gesticola per quel che può, perché il suo Cesena fatica a risalire.
Noi al basso siamo abituati; dal 1951, quando perdemmo un treno incredibile che significava permanenza in B, battuti all’ultima giornata a Livorno, non siamo più riusciti a costruire nulla di concreto. Ora stiamo usando testa, segno che l’esperienza paga.
Alcuni giorni fa riguardavo una trasmissione di Uno Tv, la televisione scomparsa da qualche anno, che mandava in onda Progetto sport, un appuntamento domenicale per tanti. Era un po’ il nostro novantesimo minuto, con la geniale critica di un cronista attento come Filippo Borrini. Al termine del campionato 1986-87, a salvezza raggiunta dopo la gara del vecchio Sada di Monza, Carpanesi disse ai loro microfoni:”Abbiamo una società che fatica alle spalle.. dal settore giovanile non arriva nulla.. giudano in pochi e fanno sacrifici enormi.. un futuro tecnico tutto da scoprire”. Provate a togliere di bocca a Carpanesi queste parole ed a metterle ad Alessandrini o a Zanoli.
Significherebbe che sono passati 17 anni senza che si sai mosso nulla. Dal 1951 ad oggi ci ha sempre salvato la squadra quella che oggi incarna un tipetto tutto scienza e mestiere, che viene dal basso, che non ha visto San Siro ma al massimo lo stadio di Baracca Lugo, che ha avuto il piacere di sbattere in faccia al Livorno lo stop per andare in c1 con la sua piccola Fermana, che spesso chiede pochi giocatori ai presidenti, che allenava così bene le giovanili del Fano che un giorno a campionato in corso gli diedero la panchina di Guidolin, quello che oggi è a Palermo.
Questa squadra ha tirato su tutta la baracca, in grandi ambasce. Zanoli aveva indovinato la campagna acquisti, l’aveva gestita, aveva mancato solo il nome del tecnico, forse perché in troppi erano passati dalle sue cene a Segrate.
Poi aveva optato per Stringara, che rimane un buon Cristo ed una brava persona, ma che è stato sfortunato e forse poco assistito da una società che cominciava ad entrare in difficoltà e che quindi si innervosiva.
Poi l’arrivo del signor Alessandrini, uno che, e vi basta questo dato, ha fatto meglio di Mandorlini nel 2001-2002, dal girone di boa. Un ritorno da primato, 18 punti in 8 gare, il quarto posto, Veronese goleador come lo avevamo visto solo a Modena, Moreau portierino in crescita che Castellini, il giaguaro, sta facendo seguire da vicino dai suoi osservatori per riportarlo a casa nerazzurra.
Matteassi tornato in forma, e tante altre cose, compreso l’entusiasmo attorno. Ora iniziano quindici giorni intensi perché le partite saranno moltissime; Spezia ed Inter al tavolo per capire la loro storia, Spezia e la Holding lombarda per capire il futuro prossimo, Spezia a Sassari, poi ancora Spezia al tavolo della trattativa, poi sfida con il Prato e trasferta a Pistoia. Il periodo di passione dirà molto, ma serve una società forte, con alle spalle finanze, e forse una nouvelle vague. Chi spera nell'Inter, credo, si sbaglia di molto, perchè da via Durini non si sposteranno di molto dalla loro quota ( che faccia 30 o 35 poco importa). Il sabato di Pasqua avremo il Padova al Picco, quel Padova che Ulivieri non è riuscito a resuscitare. A quel punto i giochi saranno fatti, Cristo risorto e la squadra avrà sistemato le sue cose nell’armadietto. La società saprà a chi votarsi. Siamo entrati in Quaresima, più di quanto tutti non pensiate. Amen.

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