Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Novembre - ore 21.40

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Calci, sputi e colpi di penna

quando un giornalista è costretto a scrivere di un calciatore.

Calci, sputi e colpi di penna

- Ho iniziato molto presto a scrivere di calcio, quando avevo 13 anni circa. C’era il mondiale in Germania del 1974, quello di Muller e di un impronunciabile portiere olandese con il numero 8 sulla schiena, ed in me giovane scrivano suscitava strane sensazioni. Le pensavo un po’ tutte squadre marinare per eccellenza. E seguivo lo Spezia, ma lì chiaramente non mi facevano scrivere su alcun giornale, ci mancasse pure che lanciavano un giovane.
Dopo tanti anni scrivere di calciatori, conoscerli, raccontarli, mi sono fatto una sana idea. Il calcio in fondo è gioco non effimero, nonostante le apparenze, i galoppi infrasettimanali, le trasmissioni ammuffite del sabato, personaggi che si riciclano e senza calcio e video chissà che farebbero; ma nella verità reputo tutto questo una fabbrica di spiantati che appartiene al costume della società nostrana ed in particolare a quella della nostra città che lo ha ereditato da svizzeri ed inglesi, a cavallo tra la fine dell’ottocento e l’inizio del secolo scorso. Un secolo di calcio quindi, relativamente italiano. Ma il fascino che il pallone ha sempre avuto da queste parti è nella sua ambiguità esistenziale, raccontava Vladimiro Caminiti, dal dominio cioè che i piedi hanno in autorevolezza, pur calzati adeguatamente, sulla così detta sfera di cuoio.
Il tifoso sugli spalti, quello pronto a recitare il rosario di imprecazioni sulle scalee del Picco, tutto questo non lo sa. O meglio non gliene può fregare di meno.
Perchè in Italia e nella nostra città la comprensione del gioco del calcio è stata resa difficile dal carattere dell’italiano e nello specifico dal carattere dello spezzino: un po’ coglione un po’ guascone. Nella realtà, ma ve ne siete accorti?, il pubblico non vuole capire il gioco, applaude ad una respinta di un difensore e di un terzino che mandi il pallone a quaranta o cinquanta metri dall’area, non ad uno spostamento felice del pallone. Vuole vincere ed irridere.
Lo frega cioè la logica emozionale. Ho visto fenomeni paranormali diventare normali, ho visto Perinelli girare per il campo come in una serra a caccia del papavero, ho visto Borgo randellare a destra ed a sinistra. Insomma ne ho visti tanti un po’ come voi.
Ma è quando ne devi scrivere del calciatore e dell’allenatore che casca l’asino. Un esercito di giovanotti secchi secchi nelle parole. E ti trovi davanti di tutto. Ma voi ve lo ricordate Paolo Sollier centravanti del Perugia in serie A? si ho parlato anche con lui e sentite:”Di Perugia? Mi ricordo Castagner e la ribellione di Capodanno, tutti in ritiro onde evitare tentazioni e pompini fuori misura. Difatti secondo Castagner per scopare e fare le ore piccole i giocatori aspettano il 31 dicembre, prima no, dopo neanche. Proprio quella sera lì”. Che gli dici ad uno così? O a Gullit che un pomeriggio, appena andato alla Samp, disse a me ed a un collega:” Costacurta e Maldini, ma se parlo…” Oppure quando parlavi con un ex giocatore ed ora allenatore e cercavi l’eufemismo per fare il paio :”Guarda che Carlet non è Gianni Rivera..” mi disse una volta Mandorlini.
Oppure di uno come Luciano Spalletti:”Mi ha telefonato il nuovo diesse (Fabianelli) senza saper ne leggere ne scrivere mi sono registrato tutta la telefonata, visto che diceva che me dovevo andare dallo Spezia”. Oppure le chiacchierate con Bordin.”La squadra ha tenuto, mi sono piaciuti i compagni, il mister ha fatto bene, meritavamo di più”. O quelle con Onofri, livido paonazzo dopo ogni match:”Ho visto tre rigori netti”. O ancora quelle con un altro mister come Cadregari:”Ma tu- mi disse mentre parlavo di una vittoria ad Empoli con gol di Pepe- li hai mai sentiti i Led Zeppelin?”.Perchè con lui se avevi sentito gli Zeppelin parlavi in un modo altrimenti in un altro. Poi mi ricordo Beppe Mosca, italo svizzero che aveva giocato anche nel Bayer; gli davi cinque in pagella e lui ti chiamava:”Ma come non lo sai che ho una microfrattura? No, allora informati”.
Ne cito a proposito pochi perchè vorrei soffermarmi su altro. Anche se uno dei pochi che mi soddisfava l’appetito era Paolillo. Che belle le interviste a Paolillo; c’era di tutto dalla Champions a Facchetti a Meggiorini in tre anni in nazionale a Moreau, al bilancio agli insulti ai gestori precedenti. Se ti dimenticavi qualcosa ci pensava lui. E poi Mimmo Mastropasqua, unico: “Presidente, Mazzola vuole Perinelli” “ E noi lo prendiamo”, “ma vuole anche Faccini per l’attacco” “ E noi per andare in b lo prendiamo”.”Presidente ma ci vogliono un sacco di soldi” “ E noi dove li prendiamo?”. Ti lasciava di stucco, nella sua elementarietà. Un po’ come il colonnello Dominissini. Ah! Quanto mi manca il colonnello. Io me lo immagino proprio come i tifosi: “questa mattina –mi ha raccontato uno ed eravamo ad aprile- intorno alle 6 -6.30 - ho visto il colonnello far 'FOOTING' giù per la discesa del Guercio a petto nudo. in mano ,come integratore, una bottiglia di vodka. la cosa che mi ha lasciato impietrito è che non sudava, non dava segni di fatica e il respiro invece di condensarsi al contatto con l'aria fredda di questi giorni faceva sbocciare i fiori e le foglie. sotto i suoi passi, impronte senza erba . il colonnello Dominissimi ad un tratto ha risposto al cellulare; era Pettinà che chiedeva perdono ' Niet Pettinà tu torni in tua squadra d'origine”Poi ha ripreso la sua cadenza senza esitazione; il colonnello era pieno di medaglie spillate sulla pelle. segni inconfondibili di battaglie giocate in difesa. sui calzoncini una scritta UNIA VITROSKY DA DIFENSIVITIOSKY . anche qui non so cosa vuol dire in italiano. ma va bene così colonnello, anche se una vittoria non fa primavera.....ho sorriso al colonnello e lui mi ha risposto con un CIAOTROSKY. non ho capito, ma ho intuito..”.Il colonnello è fatto così…………..”. In questi giorni l’ho chiamato Loris del Soviet, soffre come una bestia a stare fuori, mi ha detto che verrà al Picco, ma parla di calcio come pochi. A Ivrea lo scorso anno si incazzò come un bestia con Pettinà che non tirava da fuori. Pettinà tirò e vincemmo la partita di coppa. Domenica scorsa Pettinà ci è tornato con la Sanremese ad Ivrea ed a fine partita ha risentito quella voce e, porca vacca, ha rispedito un sinistro dai 20 metri in rete, poi ha guardato verso l’est con un dito pieno di soddisfazione.
In questi giorni ho anche intervistato Pelatti, bravo ragazzo, timidone tanto timidone da confessare:”Sono più lento di Zaniolo”. Vacca boia, avesse detto di uno che cammina, ma più lento di Zaniolo significa quasi al palo al via e non ti muovi di lì.
Mi toccava in queste ore intervistare come costume vuole anche Varricchio e Guariniello due che sono appena arrivati nella famiglia aquilotta. Vengono da Pisa e poichè a me piace sentire gli altri prima di sentire i protagonisti massimi dell’arena, ho chiamato Pinna e Lucio. Vorreste voi sapere chi so Pinna e Lucio? Pinna è pisano puro sangue , abbiamo fatto l’università insieme, non fisicamente, perchè io era a Genova lui a Pisa, ma è come se stessimo sullo stesso banco. A lui piacciono le partite di coppa ed il salame, che fa tanto il paio, se gli chiedi di vedere Inter-Milan ti dice che è come quella dell’anno prima. Ha la febbre del sabato-scheda, aspettava da un pezzo di esser convocato in nazionale da ragazzino, ha fatto prima a convocarlo in tribunale un avvocato per uno stupido raggiro. Parla un po’ come avrebbe fatto Gino Patroni:”Capita che uno giochi contro sole in campo, ma sai che botta se una squadra di astronauti si ritrovi a giocare contro Luna”. Stupido non è, soprattutto del Pisa sa tutto, ma tutto tutto. A proposito, Pinna si chiama così per il suo 46 di piede. Lucio è più posato, lui ha un mito: Kieft, il centravanti olandese che andò al Pisa. Una sera lo vide in un ristorante, si presentò ma Wim gli presentò soprattutto la moglie e Lucio cadde dallo svenimento, ma davvero. La signorina bionda con tanta roba addosso lo prese in simpatia e continuò a chiamarlo a casa, e Lucio per non dirgli che era tutto a posto, la tirò per un mese, come se lo avesse investito l’Eurostar. A Loro ho chiesto chi sono Varricchio e Guarinello e Pinna mi ha raccontato per filo e segno:”Dai tempi del buon Anconetani e Roggi è il giocatore più tecnico che il Pisa abbia mai avuto in attacco, ma….ma anche lui è un po’ coniglio. Un la vede fori casa, e se lo assalgono salva le gambe. In casa ti segna, fori sta alla finestra. E poi la storia dei play off di tre anni fa, un l’ho bevuta. Col Cesena se le diedero, lui prese botte secche. Ci aspettarono in Romagna, dicono fosse a posto ma lui diceva di no forse perché un l’era il caso di rischiarle le caviglie, ed i senatori e Simonelli un l’hanno presa men che male. La finale nun gliela fecero giocà, e Simonelli sbagliò perché Varricchio era altra roba rispetto ad Ambrosi”.
Lucio parla di Guariniello quando la signora del bar dell’Orso allunga la birra:”Se solo capitalizzasse tutto quello che crea, sarebbe Van Basten. Bravo a costruire ma nell’area piccola scalza i cavalli. A questo punto siamo tutti di massaggio, nel senso che i piedi vanno rivisti. Ma l’è bono, alla guerra ci va. E’ come il calcio su maccheroni, il calcio il calcio, non il cacio. C’azzecca fino ad un certo punto”.
Li ho lasciati lì, e son tornato a casa. Nei prossimi giorni li sentirò di persona i giocatori, ma l’idea me la son fatta. Siamo nel mezzo tra chi va per l’araldica finezza e chi sciabola i mulini a vento. Spero basti. Se né andato Zizzarone, ed anche Eddy Baggio. Nell’ultima intervista, il pedatore e pallonaro più fratello d’Italia, era stato chiaro:”Vorrei lasciare il segno qui”. Io c’è l’ho: una firma su una maglia aquilotta con dietro scritto Baggio.Chi si accontenta gode ancora oggi.
ARMANDO NAPOLETANO

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News