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Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Novembre - ore 21.40

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Coti, un fenomeno fuori generazione.

...e Stringara paga la pizza.

Coti, un fenomeno fuori generazione.

- Gianluca Coti, per questa squadra e per questa città, è come uno zaffiro che solca il campo con la felicità dei giorni migliori. Non si limita a sfruttare l’out come nel caso dei cross che per poco non mandano in gol Bordin e Previtali, ma si accentra a cogliere l’invito per la terza gioia stagionale. Il gol. Gioca dentro la partita con rabbia e tanta tanta determinazione.
Gioca con peso atletico e quel pizzico di magia, che è il suo estro creativo in ogni settore del campo. Prodigo e ricco di belle ideuzze, insindacabilmente il giocatore più importante di questa squadra.
Diciamo che se lunedì sera non ci fosse stato Coti sarebbe stato un bel casino, anche per la stampa che avrebbe dovuto fare gli straordinari fuori dal Picco, per capire fino a che punto la contestazione sarebbe andata avanti e fino a dove Zanoli e Stringara avrebbero continuato la loro schermaglia dialettica. Fatta di tanti si, troppi, specie da parte del mister, che è più uomo di calcio di Zanoli, e questo va detto.
Così come va fatta una considerazione spicciola: i pericoli del Varese sono venuti solo da parte centrale, e tutti creati ad arte e misura da quel furetto di Mussi. Dai lati, dove Stringara aveva messo oggettivamente Betrame e Ficagna giusto per limitare l’uso delle corsie al Varese (che su quella base aveva fatto bene con il Cesena, spappolandolo), non è uscito neanche un uovo.
Ora siamo a due passi, leggi punti, dalla zona play off.
Abbiamo raggranellato quanto aveva fatto Cuoghi, 17 punti tondi. Solo che quella squadra non aveva un futuro, e questa ha degli infortunati importanti. Solo che la squadra di Pisano veniva dalla grande delusione e la stava pagando, mentre questa ha entusiasmo superiore a quello della gente, che fischia e basta, forse preconcetta con tutto e con tutti.
Detto per inciso che sarebbe meglio spegnere i soloni della tribuna stampa, che non fa per loro statutariamente ma che li vede protagonisti (e qui ci vorrebbe un bell’intervento della società perché la misura è colma e ti tocca scrivere mentre c’è chi ti grida a due passi “ Stringara è un co….”), aspettiamo almeno il mese di gennaio per capire di più. Forse l’Arezzo, quattordici record non sono noccioline, se ne va, per il resto sarà grande bagarre. Tra Pisa e Rimini, più che nella successiva trasferta di Reggio, ci giochiamo molto. Bisogna assumere la mentalità di Padova, andare anche per fare 0-0. Questo Spezia non gioca forse come il suo Livorno, che incantò la C, ma anche perché non ha i giocatori di quel Livorno. E poi lasciamo lavorare questo mister, faccia pulita e voglia di pagare la pizza anche ai giornalisti. Ci è successo lunedì sera, alla Lanterna. Ti presenti a saldare il conto e scopri che “ ha già fatto Stringara” che era due tavoli dietro. Pizza per quattro, i nomi non ve li dico. Per gli altri? Minestrone. Meglio che cavoli amari.

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