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Decideranno i bomber, il resto sarà sofferenza.

La Pasqua più incerta.

Decideranno i bomber, il resto sarà sofferenza.

- Attaccante o cannonieri. Prendi il vocabolario e cerchi il significato. Scattista sempre intrepido con il senso del gol, gente coperta dall’aureola di classe, gran fisico, buoni mezzi, forse appena un po’ lento in alcuni casi negli spazi brevi. Un centravanti normale dialoga e poi prova a metterla dentro, un altro sfonda le reti, poi c’è quello nato nella culla di paglia dentro una capanna di lamiera che comunque viene al mondo abbracciato ad un pallone.
Quello per intenderci che nelle stagioni d’oro la metteva dentro ad occhi chiusi. Ricordo sempre un gol di Oscarino Tacchi nell’anno che perdemmo tutto, forando le ruote, al Porta Elisa di Lucca. Sbagliò da pochi passi l’aggancio e battè il portiere, spiazzandolo.
Il cannoniere è uno che è cercato dalla palla, che riconosce solo lui, perché lui le dà lustro, la fa parlare e con quella chiacchierata due, riescono poi a conversare, allo stadio, a casa, attraverso i giornali, milioni di altre persone.
Spezia-Padova ha fatto zero a zero, una gara tattica fino ad un certo punto con due allenatori che conoscendo i risultati degli altri per lo strano posticipo, avevano paura che gli cascasse addosso il destino.
Alessandrini si è mostrato più voglioso di Ulivieri, che alla fine ha dimostrato che la sua squadra non può entrare nei play off, perché forse non ci crede fino in fondo e perché non ha un attaccante vero, tranne quell’altro molosso di Muslimovic. Ora, pensare che uno così ha giocato con Ibrahimovic nel Goteborg e poi nel Liverpool, mi fa specie, tanto che ricordo quando Paolin Stringara mi disse un giorno:”Vuoi sapere perché ho fallito a Pistoia? Mi hanno venduto Ginestra sostituendolo con Muslimovic. Hai presente?’”.
E’ insomma mancato il gol, la zampata decisiva. Il Padova ne ha molti ma poco prolifici, noi davvero pochi e mai di razza. Proprio nella stagione che evidenzia l’assenza di bomber, con i Protti, i Foglia, i Borriello, i Fava, i Pisano, i Ginestra, i Gasparetto, i Bonazzi e Myrtaj e tanti altri lontani dal girone A della C1, con una media gol bassissima che spesso ha sfiorato quella di due a gara( ora siamo a 536 gol in 261 partite), saranno proprio i beati cannonieri rimasti a decidere il campionato e probabilmente i play off. Se ben si guarda la classifica, infatti, dalla terza alla settima posizione, ci sono Cesena, Lucchese, Pisa, Spezia e Rimini. Cinque squadre che hanno preso pressoché lo stesso numero di gol (tutte 29, tranne il Rimini 30). Davanti ci sono quelle che hanno realizzato di più, e sembra che ogni gol scandisca il vantaggio di un punto. Più gli scontri diretti, quello strano caso Campi-Albinoleffe che la camera di conciliazione del Coni esaminerà entro il 30 aprile, un Pisa-Arezzo con gli amaranto forse già promossi e due giornate di campionato, le ultime, che sembrano fatte apposta per invitare la Snai a cancellare le giocate. Suvvia, provate a indovinare i risultati di queste partite fin da ora: Cesena-Novara, Cittadella-Pisa, Pistoiese-Rimini, Pavia-Spal, Rimini-Arezzo, Lucchese-Cittadella, Pisa-Torres. Non è una questione di combine, ma di motivazioni: formazioni che debbono vincere contro altre che hanno detto tutto. Potrei parlare ancora di campionato, ma mi piace, sotto la Santa Pasqua, fare due pensieri. Il primo è dedicato a Mario Razzuoli, un tifoso scomparso che ha dato tantissimo in passato in termini di entusiasmo allo Spezia; un appassionato, che tanti anni fa mi disse:”Non siamo pronti per la B, non siamo pronti..” ed ha tuttora ragione. Il secondo è un pensiero più profondo e scusate se lo faccio mio. Ciro Mennella, non è un centravanti, o un portiere, o un difensore e neppure un allenatore in cerca di panchina. Viene da Torre del Greco, fa il papà a tempo pieno, di mestiere. Perché? il suo piccolo di 18 mesi soffre della sindrome di Ondine. Se si addormenta muore. Forse non ci crederete ma mentre noi siamo qui a parlare di calcio, scopriamo che Asl di Napoli e società fornitrice di un mezzo che serve per far respirare di notte il bambino, litigano e tolgono alla famiglia il macchinaro.
Nessuno si prende la briga di sostituire un filtro antibatteri ed il sistema di ventilazione. La ditta, che ha un forte credito con la Asl, opera solo se viene pagata. A me fa ridere parlare di calcio quando sai cose così, ed a voi?

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