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Ed io che non ho voluto giocarmi il 2 alla SNAI...

Umiltà forse ritrovata. Ed ora faccia altrettanto la società.

Ed io che non ho voluto giocarmi il 2 alla SNAI...

- ED IO CHE NON HO VOLUTO GIOCARMI LO SPEZIA ALLA SNAI A SEI……………
Avessi 16 o 18 anni, che belle età, magari adesso cavalcherei un bel sogno di rimonta. Tutto sembrerebbe nuovo dopo questa vittoria a Lumezzane, lo stadio Picco domenica contro il Cesena un’aeronave di sole da riempire, una squadra che si pareggia con il campionato, con un artista come Cristian Scalzo che lo scorso anno avevo visto fare una rete da trenta metri nel sette all’Ascoli, per sancire che il suo Siena andava di diritto in A.
Ma poi comincio a sentire i miei anni che non sono sessanta ma una quarantina ed è tutta una frenata, anche e soprattutto della fantasia. Si fa presto a costruirci sopra a questa vittoria lombarda, a mettere le mostrine del fenomeno a qualcuno di quelli che hanno fatto bene.
Ci aspetta un match come quello con il Cesena, poi la trasferta di Lucca, e due gare interne con Arezzo e Cittadella. Ecco, facessimo dieci punti da qui fino al 15 di febbraio, sarei più saggio e forse anche un po’ più spinto.
Ma il calcio è fatto di episodi e di umiltà. O se vogliamo, di terrene povertà, tra splendori e miserie. Lo Spezia però ritrova appieno il significato di quel termine, umiltà, che vuol dire soprattutto bassa estrazione e quotazione sociale; umiltà di natali, umili nella professione, sentimento o atteggiamento di riverente sottomissione ai fatti che il campionato ci ha regalato, ad un allenatore amato (dai giocatori) come Stringara che se n’è andato e che continua a sentirsi con alcuni di questi. Un umile prega Dio se vuol essere esaudito. Dante Alighieri, che non era un centrocampista della Fiorentina con passo lentocchio come il batacchio di un vecchio orologio o neppure uno a tratti mirabilmente estroso, scriveva che “Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d’umiltà vestita”. Insomma, per dirla con lo Zingarelli, anche questo tutto tranne che un ottimo attaccante, una virtù morale che richiama l’uomo al riconoscimento dei propri limiti.
Poi vai a fare la perifrasi e scrivi che questa squadra è andata a Lumezzane sapendo che poteva perdere, che aveva una difesa che forse un golletto o gollonzo com’è stato lo avrebbe incassato; che Alessandrini l’ha messa in riga perché lui viene dal Gubbio e non dal Real Madrid, ma che quando è andato al campo, non ha trovato gente come Figo, Ronaldo e Raul, ma i Percassi (ci ha chiamato irato perché dice che lui a Carrara non vuole andare, chissà se davvero lo vogliono…), i Wellington, i Ficagna.
Insomma hanno fatto quadrato trovando spessore forse dove sapevano di non trovarlo. Poi i numeri: l’infortunio a Strada, il palo del Lumezzane, altre strane e fortunate storie, il fatto che la squadra di D’Astoli nell’ultimo mese abbia raccolto un solo punto dopo sette vittorie di fila. Ecco, vai a fare la conta e scopri che i tre punti ci mettono nelle condizioni migliori per sperare contro il Cesena di fare la partita; che poi si riesca a vincere o perdere fa parte di quelle strane storie delle quali parlavamo prima.
La speranza è che la società, perché ha dimostrato di palesare il difetto, trovi la stessa umiltà della squadra, vada un po’ a capo chino, alla ricerca di partner, dicendolo chiaro e tondo che non ci sono soldi per fare mercato, e che quelli scambiabili (Veronese, Mendil ed Alessi) di partire non ne vogliono sapere. Si tenterà di piazzare Ficagna, che il buon Marronaro, abile procuratore che piace a Zanoli, vorrebbe sistemare a Treviso o Piacenza. Una mezza vendita, giusto per vedere se c’è la possibilità di liberare qualche denaro e fare altre nozze con i soliti fichi secchi.
L’unico che ci ha perso in questa domenica di lusso, sono io; un amico, per la verità mi aveva invitato a giocare il 2 dello Spezia alla Snai. 6 volte la posta, 10 euro che diventavano 60. Ed io pirla che ho detto no. Si, ma dai, è mancata l’umiltà. Che avesse ragione Zanoli quando diceva che non capivo un tubo?
ARMANDO NAPOLETANO

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