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Su due piedi-I nuovi Pandev

Su due piedi-I nuovi Pandev

- Balla il futuro in questa sfida, sia per Spezia che per Legnano. Gabriele Volpi ha fretta di salire di categoria, deve programmare tramite l’avvocato Corradino ed il diesse Massimo Varini la prossima stagione, deve cercare di trovare l’assett migliore per far quadrare una storia che in passato ha regalato troppi errori. Il play off non lascia scampi, perché bisogna uscire al meglio da una categoria che sembra stare davvero stretta, non solo ai tifosi. A Legnano, invece, raccontano tutta un’altra storia. Squadra che non prende stipendi da ottobre, rischio che le liberatorie non vengano firmate dai calciatori, rischio serio di iscrizione alla prossima stagione. Il Legnano potrebbe sparire dalla geografia del calcio. Il bello, e la frase è di Beppe Scienza, allenatore dei lilla, è che si corre il rischio che il Legnano vince i play ma non può salire di categoria, per le numerose inadempienze. Un film già visto lo scorso anno tra Biellese e Spezia? Chissà, ma i presupposti sono simili, sebbene la mancata iscrizione al campionato di Seconda Divisione della Biellese nel 2009-2010 fu un fatto del tutto inatteso. Perfino per l’ allenatore Prina e per i giocatori della società piemontese. Lo Spezia non può essere ripescato, avendo già goduto di questa prerogativa nella scorsa stagione, ma diverso sarebbe se venisse nominata vincitrice al posto del Legnano. Meglio vincerle sul campo però, le battaglie, con l’incertezza che regna sovrana in tutta la Lega Pro, e con la ventilata ed oramai possibile riduzione automatica, senza ripescaggi, del numero di squadre che fanno parte di questa terza serie. Troppe? Forse, visto quanto difficile è per moltissime arrivare a fine stagione, anche dopo aver ridotto budget e tentato di inserire il più possibile giovani. Legnano e Spezia giocano quindi una partita nella partita, sapendo che chi sbaglia paga a carissimo prezzo il biglietto per l’ingresso nel calcio futuro. Lo Spezia, passando, ha la prospettiva di poter ricucire i rapporti con l’Internazionale, rotti dopo il fallimento. Non è aspetto tecnico, non finanziario, da poco, perché l’avvocato Corradino ha già dialogato con Paolillo, che dello Spezia fu presidente ed oggi è amministratore delegato e direttore generale dei nerazzurri campioni d’Europa; e con Piero Ausilio, l’uomo che ha fatto ricco il settore giovanile della società nerazzurra. Giovani da allevare, ricordandosi dei Pandev, che qui vennero svezzati. Salire di categoria per assestarsi giusto uno o due anni e poi tentare la vera scalata alla serie B, quel traguardo che fu storia nel 2005-06 dopo l’indimenticabile giornata del 1 maggio a Padova. Ma che, in realtà, si trasformò in un matrimonio frettoloso con il destino. Si arrivò alle nozze molto presi ed in attesa da lustri, per poi fallire nel connubio dopo solo un anno di convivenza. La B con Volpi presidente sarebbe un’altra vicenda, un’altra pagina, che potrebbe permettere a questo club di insediarsi per qualche stagione in più nel calcio che fa sognare, quello che dalla serratura della porta principale guarda i Grandi del pallone.

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