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IL GOVERNO DEI 30 GIORNI ( KIT DA VIAGGIO PER IL TIFOSO)

mettetevi in Quaresima

 IL GOVERNO DEI 30 GIORNI ( KIT DA VIAGGIO PER IL TIFOSO)

- Mettete la sveglia, poggiate il libro, e mandate giù l’ultimo lemoncino. Poi sdraiatevi comodi. Ora c’è solo da attendere. L’assemblea dei soci dello Spezia calcio prevista tra prima e seconda convocazione il 15 e 20 febbraio, slitta al 29. Una decisione evidentemente concordata anche con il collegio dei sindaci e revisori (quelli forse più preoccupati di tutti, e chi se non loro), che permette di avere tempo per stabilizzare la situazione. Ancora molto difficile in casa Spezia, con la società sempre in bilico che con quattro persone quattro in sede, a prendere di tutto, sberle comprese, che ora ha limitato anche la risposta al telefono. Che dovrebbero fare, metterci una branda e barricarsi dentro? C’è perfino chi li accusa di imparzialità nella gestione del lavoro quotidiano, roba da riderci su, o da piangere a conoscere le accuse.
E’ giusto dire che le trattative in atto per l’ingresso di nuovi azionisti sotto tutte vive, tranne quella pubblicizzata su alcune testate nazionali e smentita dallo stesso industriale umbro citato o di due fratellini campani, che mandano un avvocato in avanscoperta dall’eccellentissimo Sindaco, saltando la truppa di frontiera. Cui prodest? Boh, forse a finire sui giornali:”Entro la data del 29 gennaio -ha detto il dottor Senese, impegnatissimo in questi giorni a 360 gradi per risolvere la questione societaria- la Fondazione potrebbe essere in grado di dare risposte alla società, avendo vagliato alcune proposte di nuovo soci. Ma al momento è difficile sbilanciarsi in un senso o nell’altro”. Questo è il primo punto. Perché la Fondazione, Senese ed il diplomatico Stefano Spinelli (segnatevi questo nome, potrebbe tornarvi utile) stanno spendendo tempo e denari per cucire una sorta di tela di Penelope. Costretti loro malgrado a sfarla la mattina, quando si devono arrendere all’evidenza di chi magari non ci stà. Per quella data la società deve individuare almeno tre soci in Consiglio (coptato Milo Campagni, che a CDS non ha affatto smentito), nominare un presidente (Cristina Cappelluti) e versare il capitale sociale, oggi azzerato, che resta di 500 mila euro. Un governo di transizione e temporaneo (o almeno Cds lo spera per loro, altrimenti sarebbero guai anche legali in caso di rottura della diga), 30 giorni di vita. Si è parlato anche di una richiesta fatta dalla dirigenza ad un noto esponente dei tifosi, per entrare nel Consiglio. Al di là che ci risulta che la persona sia restia, le Noif, norme della federcalcio, lo vietano a chiare lettere. La Fondazione, su queste basi, mai entrerà con suoi uomini. Domani chissà.
Qualora non avvenga il versamento del capitale (ed oggi scommetteremo parecchio su questo), da parte del socio maggioritario (Ruggeri, che resta intestatario delle quote tramite la GSI che tra pochi giorni si potrebbe ritrovare l’88 per cento del club involontariamente tra le mani, un fardello impensabile ed eccessivo per chiunque), l’unico che porrebbe farlo è Ermelli, l’Internazionale no. Bloccati in nerazzurri dall’art.16 del Noif, che vieta di andare alla maggioranza in più club professionistici. Ermelli fa già sapere che non è cosa sua. Comunque sia, in parte lo è, codice alla mano ed anzi fossi in lui spererei nel sole, perché la pioggia lo bagna di sicuro. Un’Inter con la quale i rapporti si sono raffreddati e di molto, il caso Ribas (che ha vinto il Torneo di Viareggio, segnando anche due gol e che potrebbe ora finire al Paok di Salonicco) è l’ultimo motivo. Spezia ed Inter stanno perfino discutendo su chi paga l’affitto della casa lasciata dal ragazzo. Non è da buoni fratelli. Non si potrà andare oltre l’ultima settimana di marzo per risolvere la crisi, questa è la verità. Ma non è un problema di Covisoc. Il collegio sindacale può accettare momentaneamente che il capitale sociale non venga versato, ma non può attendere oltre una trentina di giorni, dopo sarebbe il diluvio. Ma io francamente sono ottimista, specie se penso ad uno spezzatino, una parziale frantumazione di quote. Perchè Senese ha la capacità di gestione anche diplomatica della storia.
Quattro, intanto, le direzioni seguite per portare soldi freschi: resta attuale quella del gruppo modenese, che già trattò con Ruggieri a dicembre, collegato ai figli dell’ex presidente della Casertana Arturo Di Mascio. Ce ne sono altre, di solido in Lombardia non c’è nulla. Se valutiamo una trattativa su tre presupposti ( c’è stato un contatto, un incontro, si è scambiato della documentazione) tutto porta lontano a ciò che viene scritto, anche geograficamente. E su questa base, ripeto, ci sono quattro capitoli. La finanziaria di Modena della famiglia Di Mascio? Per ora i titoli ci sono, le disponibilità anche (una Banca di Lugano e Stoccolma garanti) , ma ricordiamolo perché è importante, è una trattativa partita prima della nascita della Fondazione, che questa ha solo ereditato e completato. Tonellotto? Non c’è dall’altra parte nessuno all’altare, è un matrimonio da single quello proposto dall’architetto honoris causa.
In questi giorni la Lega calcio, intanto, su esplicita richiesta di molte società, sbloccherà anche l’ultima parte della mutualità, con una erogazione che servirebbe al club per pagare gli stipendi almeno del mese di ottobre. Sarebbero da notizie ufficiose, una decina le squadre di B in situazione analoga a quella degli aquilotti ( ritardo sulle mensilità), ma pressoché tutte, esclusi gli aquilotti avrebbero alle spalle ancora un Cda ed una società. Non poco in chiave di sopravvivenza. Dopo questa trance, più nulla. Circa 4 milioni erogati, la campagna abbonamenti, mezzo milione di euro per le risoluzioni sindacali, il marketing. Si parla di alcuni milioni di sbilancio da qui a giugno, ma fate piano. Tre servono nell’immediato, il resto è un mutuo federale, i fornitori, altre spalmature. Se lo Spezia scollina, a primavera rifiorisce e d a giugno può essere una società sana. Non fatevi illusioni, lo era anche nel luglio 2005, quando il 27 Ruggieri la ereditò dall’Inter che aveva ripianificato un capitale sociale di 6 milioni di euro e creato spalmature per debiti con gli enti previdenziali. Per rispondere ad alcune domande di lettori che ci fanno presente tante perplessità, diciamo solo che oggi si possono fare tanti programmi , ma che domani la storia potrebbe avere altri attori. Ma che non ci vuole ancora molto a capire. C’è un po’ di ottimismo, ma soprattutto la consapevolezza che gli errori gestionali e di comunicazione siano stati così evidenti da non lasciare dubbi. Chiusa una gestione con 3 milioni di euro certificati, il progetto doveva essere quello del risanamento, vero, non teorico. Perché se questa rivoluzione tecnica si fosse fatta a luglio dicendo chiaramente quanto Cds raccontava (difficoltà finanziarie, mancanza di certezza future), la gente si sarebbe aggrappata alla maglia di Herzan e di qualche altro. Spingendo ancora di più, ma soprattutto sapendo a cosa andava incontro. Mi premono altre tre precisazioni, in questo editoriale, concedetecele. First of all, basta far emergere la spezzinità nostrana ad ogni difficoltà. La storia della città insegna questo: si contesta chi si mette in evidenza, dicendo la classica frase “ Se poteva fae de megio, se va via quello, ti porto uno da 2 milioni di euro, che però non entra se c’è lui”. Il 100 per cento dei casi si verifica poi che alla dipartita del LUI, l’altro sparisce. Il motto “armiamoci e…. partite”, sembra sia stato coniato in via Garibaldi. Un classico da Peola, Patroni di film così ne raccontava una biblioteca piena. Seconda cosa: questa mattina Campagni e la giovanile hanno discusso, ma non batti beccato, su alcune frasi riportate da Matteo Cantile, al quale si potrò dire di tutto ma non di essere sordo dal 1965 ed aver lavorato all’INPS. Cantile ha capito bene, ma Campagni non voleva attaccare nessuno. Lui ha semplicemente un progetto in testa, un’idea, una visione di quello che vorrebbe fosse, partendo dal basso. Ce lo ha spiegato. Se si è fatto consigliare da un luminare meglio, se si è limitato alla provincia, di maghi ne vedo pochissimi. Ma è solo un’idea, sparare su Campagni in questo momento, resta una cosa sbagliata concettualmente. Ultimamente ha lavorato non poco e devo dire positivamente, togliendosi dalla vetrina. Ultima nota: nessuno tocchi la giovanile. Qui si parla di gente che in un momento di grande imbarazzo, paga il panino e la benzina ai ragazzi, che si sobbarca ore di lavoro, ce ci mette la faccia, gente che viene dai campi e dal calcio. Se un domani la società ripartirà, il modello sarà quello dell’Albinoleffe, non della Juventus, ma neanche, e mi permettano del Foce Vara. Perchè che una società, che tanto bene ha fatto in questi anni, retroceda, ci può anche stare, ma che lo faccia con una squadra pressoché intera di gente che fino a pochi mesi fa neanche sapeva dov’era Follo è come minimo una bella anomalia. O una regola, per chi prende il calcio come un’avventura. Una botta e via.

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