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Il cumpà ed i cumpà.

Una stagione che parte a cavallo dell'altra

Il cumpà ed i cumpà.

- IL CUMPA’ ED I CUMPA’
Solo un anno fa, parlando dello Spezia, eravamo lì che ce la ridevamo. Non era ancora iniziata la stagione e si notava già una nuvoletta di fumo che si spandeva davanti alla panchina deve sedeva in tuta grigia quell’omaccione per nulla smagrito di Fabio Brini. La sua sarebbe diventata prima una silhouette, poi un ectoplasma, a favore del signor Cuoghi. Il problema evidenziato allora era il solito di adesso, a ben vedere:”Serve un centrocampista di personalità nel mezzo ed un uomo avanti; Pandev è giovane, Pisano vecchio”, ci disse un pomeriggio Brini in quel di Lavagna prima di un’amichevole.
Altre annotazione tecniche e tattiche sono oggi impedite. Di gol neanche l’ombra.
Il digiuno di gol dello Spezia all’Alberto Picco continua a cavallo di due stagioni. Non si vede l’ombra di una marcatura degli aquilotti dal 23 marzo scorso, gara interna con il Varese (3-2). L’ultimo a metterla dentro fu Pisano, oggi al Vittoria, che domenica scorsa ha già esordito ed è ora pronto a scendere in campo domenica a Melfi contro l’altro ex aquilotto Stefano Sottili. Come abbia fatto Pisano a giocare domenica resta un mistero che nessuno ha esplorato; tesseramento fatto venerdì, il giorno prima della chiusura del mercato previsto per il 30 agosto. Si dice che la Lega avesse concesso alla tre ripescate in C2 una proroga, della quale però non risulta l’ufficializzazione. Ma non dovevano esserci cinque giorni lavorativi tra il tesseramento e il giorno della gara? Facile che in effetti di proroga si tratti. Tornando all’anemia da reti, va detto che alle tre gare che chiusero lo scorso campionato, va aggiunta quella di coppa con la Pro Patria ( ritorno deciso da Ruoppolo ed eliminazione), e l’altra partita di coppa con il Castelnuovo giocata sette giorni orsono. E lasciamo stare il match amichevole con la Ternana. Non è ancora tempo di segnature, quindi, anche se è andata via gente come il siciliano (155 in carriera) e Francolino Fiori ( 113), bomber buoni per tutte le stagioni. Il girone nord della C1 inizia in maniera piuttosto anomala rispetto agli ultimi torni. Mai così tanti 0-0, ieri ben quattro, pochissimi gol, sorprese ed equilibrio piuttosto evidente. Si viaggia a fari spenti anche se il Lumezzane, che in coppa Italia in quattro gare la mette dentro una sola volta, fa di necessità arte. D’Astoli, lo scorso anno fece lo stesso scherzo, al Picco, 0-0 in quella che era in realtà la seconda di andata che si trasformò in prima. La vera giornata di apertura comunque vide proprio i suoi realizzare l’unico risultato in bianco, in casa contro il Varese. Ed un anno prima, lo 0-0 si riscontrò solo in Varese-Lucchese. Chiaro che si viaggi nell’estremo equilibrio, con l’unica eccezione del Padova, che batte la Reggiana. Ma in quello che è l’unico acuto pesa un episodio, come l’espulsione di Morello poco dopo la mezzora che lascia gli emiliani in 10. Punizione e Romandini fa gol, poi poco dopo raddoppia Muslinovic ( 1‘ st) .Fa acqua anche il Pisa, con Melucci centrale. Insomma, stagione ancora tutta da creare. Ed ora a Cesena, dove non abbiamo mai vinto, poi la coppa Italia. Matematica vuole che se battiamo la Carrarese, siamo sicuro di essere una delle sei seconde ripescate. Tutto fa morale, almeno a noi, non a quelli che hanno rescisso venerdì a Segrate e a Buso e Campi, a passeggio per Lerici con qualche pensiero di troppo. Caverzan, Parlato, lo stesso Pisano, Fiori, sono a casa, pagati per starci. Un esborso grosso che la Fin Sport, la finanziaria che guida lo Spezia ( il 70 per cento del pacchetto azionario), ha investito per dare un taglio di scure. Il cumpà almeno è in Sicilia, a casa; gli altri restano a guardare e chissà se tutto questo si poteva evitare. Resta l’oggi. Io applaudo a Stringara e concedo tempo al tempo. Tra un mese sapremo di più.

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