Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Novembre - ore 21.40

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Il treno di Simone

Un papà ed una storia, che non insegnano nulla.

Il treno di Simone

- Un treno nella vita di ogni uomo c’è sempre. Il viaggiatore è in fondo un messo destinato a scottarsi il cuore, è nel suo destino. Non c’è pedalata o pedata che trasmetta al mondo visione sufficiente, perché per chi viaggia, tutto è sempre nuovo. Ma non nel calcio, fabbrica di spiantati in tutti i sensi. 300 ragazzi si sono avventurati nella trasferta di Salerno partendo dalla Spezia, sono partiti come i pendolari ogni mattina fanno, alle 6, hanno bivaccato, si sono rosi il fegato ed hanno portato a casa un punto. Quando sono giunti alla stazione di Salerno sono scesi con i loro cori e cuori, si sono guardati attorno, ed hanno raggiunto i mezzi che li avrebbero portati all’Arechi, l’immagine del nuovo calcio a Salerno, perché il vecchio Vestuti era proprio al centro della città, in una posizione, per spiegarvi, addirittura più centrale di quanto lo può essere il Picco. Ai salernitani, quelli del Cilento (che io confondo sempre col Salento, fin da bambino, per le ire della mia profe di geografia che si incazzava e faceva ondeggiare la sua parrucca bionda), piaceva così. Anni fa quella stessa stazione, sempre per il calcio, è significato morte. La più atroce, la più cruenta, per un giovane, che amava il calcio e che , come i nostri tifosi, si era mosso per la sua squadra. Si era giocata il giorno prima Salernitana-Piacenza, alle 8:20 di lunedì 24 maggio 1999 giungeva in quella stazione un treno con alcune carrozze in fiamme. Si trattava di un convoglio straordinario, partito alle 20:10 di domenica 23 maggio dalla stazione di Piacenza, riportava a Salerno 1500 persone che avevano assistito alla partita, una sfida che non era valsa la salvezza per i campani. Un treno risultato subito inadeguato. Troppi 1500 viaggiatori ammassati in 12 carrozze. Alla stazione di Bologna, ne furono aggiunte altre 4, comunque insufficienti. Ed insufficienti si sono rivelate pure le misure di sicurezza, così un nutrito gruppo di balordi (si parla di un centinaio di giovinastri) si è sentito libero di fare quello che voleva. Come cani. Per l'intero viaggio non hanno fatto altro che distruggere l'interno della carrozza occupata ed all'arrivo in ogni stazione (anche per il solo transito) hanno lanciato pietre e pezzi della vettura distrutta contro altri treni o passeggeri fermi sui marciapiedi ferroviari. I balordi sono diventati folli criminali quando il treno stava per concludere il suo assurdo viaggio. Appena entrati nella galleria Santa Lucia, lunga 12 Km, che collega la stazione di Nocera Inferiore a quella di Salerno, questi imbecilli al seguito , per mutuare un titolo caro alla Gazzetta dello Sport, hanno dato fuoco al treno accendendo due focolai nella carrozza numero 5. A Salerno il tunnel termina a soli 200 metri di distanza dai marciapiedi della stazione. Appena sbucato da lì, quel treno ha proposto una scena apocalittica. Dai finestrini si sono lanciate persone avvolte dalle fiamme od annerite dal fumo, mentre il fuoco proseguiva nella sua devastazione. Sconvolti, impauriti ed anneriti tutti. Sulla carrozza numero 5 sono rimasti 4 corpi di ragazzi senza vita: Ciro Alfieri 15 anni, Giuseppe Diodato 21 anni, Vincenzo Lioi 16 anni, Simone Vitale 23 anni.
L'autopsia ha accertato che la loro morte è stata provocata da asfissia dopo un improvviso aumento della coltre di fumo venefico. Pochi secondi per passare dalla vita alla morte, senza neanche rendersene conto. I giovani stavano cercando di arrivare all'uscita quando sono stati investiti dal fumo. Simone Vitale, invece, è stato trovato spalle all'uscita nel tentativo di salvare i restanti tre occupanti della carrozza, come prima aveva fatto con altri passeggeri. Simone, Simone e Giovanni. Sabato pomeriggio io ho parlato con Giovanni Vitale; è un collega, scrive da anni anche per la Gazzetta. E’ la memoria storica della Salernitana; ci siamo confrontati sui precedenti, raccontato aneddoti da una parte e dall’altra, parlato di Mario Valitutti, quello che presiedette la commissione che ci diede il titolo onorifico del 1944. Abbiamo anche riso insieme. In tutte le telefonate non ho mai avuto il coraggio di chiedergli come sta, non ce la faccio. Lui, un uomo che del calcio sa tutto, al quale il calcio ha tolto tutto, un figlio. Lui che va a vedere i tifosi che arrivano in quella stazione ogni domenica, lui che non ha mai scritto di pallanuoto prima che Simone morisse, e che ora lo trovi sul telefonino quasi solo in piscina. Ma può il calcio ed un treno, rubare la vita a chi il calcio ama? Borges diceva che ogni volta che un bambino per strada calcia una pietra , lì ricomincia la stoia del calcio. Ma la storia di un figlio perso non può ricominciare, e se te la porta via il calcio?. Giusto dire che lì muoia ogni volta. Simone lo hanno chiamato il 'gigante buono' e lo 'sportivo silenzioso'. Modi sintetici e significativi per tratteggiare la vita di un ragazzone di 23 anni dai sani principi morali, pronto ad aiutare persone in difficoltà. Gigante buono avendo completato la disponibilità al senso del dovere ed al sacrificio per aiutare il prossimo, quando ha prestato servizio militare nel corpo dei Vigili del Fuoco. Sportivo, essendo stato per 14 anni un pallanuotista: portiere della Rari Nantes Salerno. Io non l’ho conosciuto, me ne hanno parlato colleghi di Giovanni; ma ognuno serba un ricordo bellissimo di questo gigante buono che ha smesso di allungare le sue braccia per aiutare gente in difficoltà, ma è diventato un esempio di altruismo. Da tifoso. Questo per dirvi che chi ama il football deve ricordarsi dei luoghi che vede, non solo delle rovesciate e degli stadi che vede, ma anche dei posti e delle storie, a futura memoria. Quando ieri sera sono andato a chiudere la giornata da cronista, pensando alla stazione di Salerno, a quel collega che come me era lì a scrivere ancora di calcio, nonostante tutto, ed a quel transito innocuo dei nostri tifosi, non ho potuto far altro che scuotere la testa. Leggendo le notizie di agenzia, che si accoppiavano a quelle dei giornali della mattina. Se basta un gruppo di pazzi che da Catania vanno a Brescia per mettere in ginocchio l’Italia, se basta che tifosi della Lazio e del Napoli si incontrino casualmente sull’autostrada per mettere le macchine di traverso bloccando il paese per menarsi, beh, allora è meglio Sky ed il Megacine.
Se almeno certe morti servissero, il calcio riacquisterebbe la sua storia, oggi scritta solo da imbecilli. Di razza pura.
ARMANDO NAPOLETANO
ILSECOLO XIX

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News