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Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Novembre - ore 21.40

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In settimana pesante Cda, per guardarsi negli occhi.

''Adda passà a nuttata''.

In settimana pesante Cda, per guardarsi negli occhi.

- Ha ragione il Meteo, eccome se ha ragione il meteo. Domenica pioveva, ma voi non ve ne siete accorti. Dalle parti della tribuna centrale, zona altissima ho notato presto una nuvoletta, bigia come il cielo. Anzi era più di una nuvoletta e si spandeva davanti a dove era seduto in cappotto nero quell’uomo smagrito biondo, di estrema signorilità. Voi vedevate solo la silhouette dei giocatori, ma altre notazioni sia tecniche che tattiche vi erano impedite, semplicemente perché lo Spezia del primo tempo menomato dall’assenza di Veronese e con Mendil a fare il centravanti alla Boninsegna (chapeau) è stato un mezzo pianto.
Alessandrini, di fatto, aveva mandato in campo una squadra un po’ imballata dai carichi di lavoro della settimana, e dal fatto che per la prima volta vera, aveva avuto quindici giorni per governare la preparazione dei suoi e dargli un minimo di tara.
Un pò di laboratorio. Nel secondo tempo, e poi ci fermiamo, la squadra è stata squadra, cioè nulla di incomprensibile. Un carro armato cingolato con discreta mobilità frontale e sulla corsia di Coti, che sa armare il gioco da lontano, questo Spezia. Ma torniamo al meteo ed alla nuvoletta.
Io l’ho vista, era dalle parti di Angelo Zanoli; il presidente, in settimana, va al consiglio di amministrazione più delicato della sua avventura. Si parla di dividere forse per sempre un gruppo che ha fatto la storia dello Spezia in questi anni, un gruppo forte e saggio, che ha sbagliato ma che ha anche fatto molto bene, che ha mancato la B per un nulla e che forse ha speso male, che non ha trovato sponde nella città industriale ma che forse ha avuto di fronte anche il momento economico più difficile della città dal dopo guerra ad oggi.
Zanoli, che è stato l’unico a ricapitalizzare a ottobre scorso, deve far quadrare gli altri due terzi del totale da versare per ricostituire il capitale sociale. La sua parte va di fatto ad erodere quote dei soci, che se vogliono rimanere dove sono devono a sua volta mettere mano al portafogli. Trevisan e Rocci non lo faranno, Viganò sembra su questa strada. Zanoli a quel punto avrà, insieme all’Inter, il totale del capitale ed andrà a trattare con il nuovo gruppo milanese la cessione. Qui sorgerà il problema e forse la pioggia si trasformerà in grandine o neve, oppure verrà fuori il sole previsto dal meteo del servizio meteorologico dell’Aereonautica giusto dopo venerdì.
Milanesi, lo hanno detto a chiare lettere e non solo tramite Marco Francioso, che non trattano sulla base del 30. O entrano e comandano o escono. Al momento è difficile dire cosa succederà; certo, se si dovesse rompere la trattativa, allora, ma solo allora, ci sarebbe la sicurezza di avere uno Spezia solo parzialmente nuovo. Zanoli avebbe infatti trovato soci, non padroni. Se invece ci sarà il passaggio, il vecchio gruppo e la Fin Sport, la finanziaria che ha guidato fino ad ora il 70 per cento del pacchetto di maggioranza, faranno le valigie.
Non scommetteremmo un euro sull’una o sull’altra situazione, nel senso che mai, in queste settimane, pur con frasi spesso di maniera, molto diplomatiche, Zanoli ha detto chiaramente:”Cedo”. Non lo ha mai fatto. Di certo il 30 marzo, lui o i suoi soci, o i soci dei soci, o gli zii dei soci, o i nuovo soci, o chi per loro, fino ad arrivare a pinco palla, dovranno ricapitalizzare perchè codice civile alla mano, altrimenti, il primo aprile i libri contabili dello Spezia sono in tribunale. Non ci resta che attendere guardando ogni tanto fuori dalla finestra di casa nostra il cielo e scrutando tra le nuvole. De Filippo diceva che “adda passà a nuttata”. E facciamola passare, tanto il sogno di andare in B rimane intatto.

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