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Le papere di Holden galleggiano sul Picco

all'ultimo stadio

Le papere di Holden galleggiano sul Picco

- All’ultimo stadio, all’ultimo bit, all’ultima riga. In una città che si aggrega per il calcio, lo stesso dovrebbe esser quasi al centro dei problemi, specie dei cosiddetti politici, Ed invece no. Anni fa tutti chiedevano che si facesse un nuovo stadio, un bel centro sportivo, perfino Speziello. Ti regalavano il sogno, tu giravi voti alle amministrative, e via con il vento, con Rossella sempre più presa nella parte. Poi sono passati gli untori, gli uomini di buona volontà e quelli di minor volontà, o quelli che proprio non la volevano applicare. E c’era anche chi girava con un plastico sotto il braccio ed andava a piantar pali con avvisi di lavori per la città ( ed oggi si candida a Sindaco). Un palazzetto qui, una piscina là, lo stadio così; mi sembrava di sognare una città olimpica, mica il ghetto del mondo. Ma poi venne l’inverno e nel bel mezzo del gelo si decise che era meglio affrontarlo con i musei, dove notoriamente fa più caldo che allo stadio. Nacquero come funghi, e qualcuno si dimenticò di andare a Roma a completare un’operazione finanziaria con il Credito sportivo che avrebbe permesso di finire il vecchio impianto. Quando ci andarono, utilizzarono quei denari per altro. La storia è questa. Poi arrivò un nuovo inverno e ci si avviò verso l’ennesima elezione; così il futuro sindaco ( Federici), barba incolta, faccia intelligente, avezzo al calcio quanto mia mamma con Batistuta (“Anni che cucino, mai sentito questo piatto” mi ha detto un giorno) ci dice che, per rifare almeno la tribuna un’idea c’è. Spuntano gli scorpori degli oneri di urbanizzazione, prima dell’area Ip, come CDS scrisse dopo una breve indagine. Poi quelli di altre zone. Infine ci dicono che la nuova finanziaria amplierà il Credito Sportivo, soldi pronti per mutui semplici senza abbattimento del montante, che pagheranno i figli dei nostri figli dei nostri figli. Ed ancora viene fatto capire che così non si va avanti e che neppure la tribuna verrà ricostruita; pochi giorni dopo, il tempismo è tutto meno che politico, che il commissario speciale della FIGC Pancalli dichiara che il prossimo anno stadio non a norme equivarrà a problemi per l’iscrizione. Infine la commissione che si occupa del Picco svela che un piano quinquennale è quello giusto, servono 9 milioni di euro, 2 forse arriveranno (sui tempi si glissa, ed è saggio). Insomma c’è poco da ridere. Così il tifoso si ritrova questa volta ad aver almeno le idee chiare prima di andare ad esprimere un voto e visto che questo giornale è onesto ( ma per davvero) e libero politicamente (come nessuno), a loro dobbiamo spiegare di portarsi il santino del Picco in mano prima di votare alle urne di maggio. Qualunque sia la loro valutazione, bipartisan. Perchè qui il calcio è una festa solo quando sei promosso in B dopo 55 anni, poi lacrime e sangue. E’ decoro e happening solo se arriva la Juventus, pensa tu quando giochi con il Cittadella. Si ha una memoria veramente corta. Ma lo stadio, unico vero centro aggregativo, resta lì. Ed allora mi viene in mente la ribellione del giovane Holden, di un libro che ho letto anche se me lo sconsigliavano, del modo di opporsi alla banalità della vita di oggi di molti. Holden, personaggio perfetto di Salinger, non ha fretta di crescere, potrebbe attendere, su una panchina del Central Park di fronte al lago, e poi pronunciare finalmente la leggendaria domanda: 'dove vanno le papere d’inverno quando il lago ghiaccia'?.

Potrebbe essere la domanda dell’uomo più mediocre della terra perché si interroga su una cosa banale. Holden ( il tifoso, leggetelo così) e’ solo stanco di essere trascurato, guardato con indifferenza da coloro che si ritengono saggi e d’esperienza. Tutti, per conformismo intellettuale, rimangono indifferente. Caro Orlando, presidente della Commissione comunale sul Picco, uomo romano tra i più affidabili, se ha tempo risponda alla domanda:”Lei lo sa veramente dove vanno le papere di Holden quando ghiaccia Central Park e , soprattutto, dove se ne vanno in 5000 la domenica santa della partita, se il Picco resta questo e qui non si gioca più?”. Non è che poi le papere vanno al Picco e lo stadio a questo serve?

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