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Lo Spezia è rock?

Celentano sulla fascia, guest stars Guidetti e miss Holland Corn

Lo Spezia è rock?

- Un bel gioco dura poco Detto proverbiale, se riferito al calcio mi sembra assai banale. Ma un bel gioco fa classifica e storia, fa brodo e brodaglia e così ci si gusta una squadra come la nostra in vetta, lassù, forse quando meno te l’aspettavi. Perché il calcio è strano, e dove non arrivi con un miliardo speso per la metà di Torino ce la fai con Pelatti che prende all’anno quello che il bomberone, poi scoppiato, di Napoli prendeva al mese.
Che vuoi farci. Puoi far carriera da difensore adamantino, generoso in lungo ed in largo, attento alle parabole più rischiose, come da ultimo degli indiani della difesa, quando ti ammancano le forze anche per la respinta. Ma la domanda che ci poniamo oggi, in tal miracolo è: lo Spezia è rock o è lento? Il nostro presidente -commentava al secolo Gino Patroni-miliardario ambizioso, di calcio non capiva nulla. Talmente profano e di manica larga aperto ad ogni spesa, voleva contrattare un paio di avvocati per rinforzare la difesa. E non ce la fece. Il pres. Ruggieri al secolo come lo chiamano i giocatori, conta bene i suoi soldi e cerca di far quadrare. Ma il pezzo migliore lo dà quando prima delle partite entra nello spogliatoio e guarda il capitano e gli dice: ”Vitù, che facciamo oggi?”, e lui:”Pres, sappiamo solo vincere, mica giocare al pallone”. Grieco e Ruggieri per questo sono rock, eccome se sono rock, e non potrebbe essere diverso per Russo che Roc(co) è anche di nome.
Moratti e Ghelfi, che li sovrastano ma non nelle quote, sono decisamente lenti, tanto lenti che capiscono solo la matematica di quello che avviene, perché se percepissero anche la grammatica e la sintassi glielo manderebbero loro un bel terzino di sinistra che sostituisca Florindo (lento) sulla fascia. Ma questi arriverà o dal Cittadella (rock) o dalla Juventus (che è il massimo del rock). Il tutto in un campionato lento, dove il gol sembra un miraggio, dove sembrerà un fenomeno anche Igor Zaniolo, che se non lo molla la tendinite sarà per forza di cose rock, lui che di nascita è un lento. Il Genoa comunque vada è rock, Senigaglia è rock, la sua curva è rock, un po’ meno i suoi tifosi, decisamente lenti a capire, al confronto della curva spezzina che è rock davvero, scatenato rock a volte anche troppo.
Come potrebbe essere diversamente quando ti manca una vetta dal 1988 e l’ultima volta ti ci portò Sergio Carpanesi, lento e basta, ma che in squadra aveva fior di rockettari, Spalletti, Ferretti, Paperino Stabile e Guerra che il rock ce lo aveva nel cognome. Spalletti è rock ancora oggi se riesce a domare una balera come quella della Roma, dico Cassano e Totti, dico Mancini e Montella, gente rock and roll. Spalletti sa gestire il bello ed il brutto, ed ha fatto bene ad andare via da Udine dove un presidente lento voleva fare il rock con mezza Africa che di solito balla altro.
Luciano rock un giorno, visto che gli compravano i giocatori senza che neanche lui lo sapesse, fece prendere come diesse Oreste Cinquini, un saggio lento che quando vuole sa ballare il rock, proprio per filtrare l’arrivo in massa di tanta cotanza.
Dopo due mesi, il professore, prendendo a due mani il rock disse a Spalletti. ”Non li conosci tu, ma il bello è che non li fanno vedere neanche a me”. E se ne andò a passò di rock. Lento è il Monza che affrontiamo venerdì, suvvia, impensabile che Campi sia diventato rock, che Tricarico abbia capito le sembianze veloci del ballo più scatenato del mondo, che Scazzola si sia trasformato in un ala possente sulla fascia, lui lento per antonomasia. Scazzola qui era un rock però, si è cambiato vestito. Lo ricordo anni fa, con lo Spezia. Segnò un gol corse verso al curva rock regalandogli la divisa. La sera, nello spogliatoio, Giuliano Fiorini, rock, fece la conta e gli mancava quella maglia ed i soldi per comprarla ed allora chiamò un tifoso (Fede La Valle rock) e lo mandò a casa del tifoso per farsi ridare la maglietta bianca aquilotta, altrimenti domenica non ne avevano.
Il tifoso merita il rock a vita. Rotoli è uno rock, fosse perché non è perfettamente tondo per fare il portiere, neanche perfettamente scattante, o men chè perfettamente in palla. Rotoli non si discute si guarda e si allena. E’ un rock che vuole crescere, un po’ come Bianchi che al centro della difesa faceva lo stopper e l’anno trasformato in un terzino rock poco roll, nel senso che di discese se ne può permettere poche ed a volte balla davvero se lo attaccano. Toni è rock, Guidetti è rock, Adriano è rock in una squadra di lenti, Materazzi è lento dove si deve ragionare e lento è anche il suo allenatore Mancini, suvvia, ha l’Inter per le mani non il Cervia. Sheva è un bel rock, mia mamma è rock quando mi dice: ”Batistuta? Mai cucinato questo piatto”, Zanoli era fondamentalmente rock, Magi è lento, Capellazzi lentissimo, anche se una volta mi dicono fosse rock, Andreoni molto lento ma sveglio nel romanzare andando oltre il possibile, Ardito e Rabajoli sono rock ve lo posso garantire, Marco Rocca è un bel rock, Fazi è lento, Lugarini un po’ rock quando ci si mette. Zanotti è un urlo rock”…..goooooooooooooooollllllllllllllllllll, quarantaduesimo e trenta secondi, uno a zero, Tacchi ha segnato…………”. Camicioli, il direttore, è lento perché quando segna lo Spezia non sai mai se il minuto va preso dall’inizio dell’urlo o alla fine con quel lungo “Retttttttttttttttttttttttttttttttttttttteeeee”. I giornali cittadini sono lenti, c’è veramente poco rock, i giornali nazionali sono molto poco rock, Celentano è estremamente lento, Benigni è uno rock come lo era Gino Patroni. Buticchi lo scrittore è uno lento, Maggiani lentissimo, Petacco un vecchio e saggio rock. Vergassola rock che ha capito che se lo Spezia va in B, lui che abita ai Bugi non parcheggia più sotto casa. Mia zia è rock, mio padre è rock specie la domenica, con un auricolare a destra per lo Spezia, la A nell’altro orecchio, Sky accesa davanti ed il cellulare in mano con il figlio in linea al quale domanda:”Non ho capito l’azione del rigore dalla radio, spiega…..”.
Insomma c’è tanto rock e poco lento, o viceversa fate voi. L’unica cosa però che darebbe un senso alla stagione sarebbe uscire da Monza con il primato, battere il Novara ed andare a Marassi a giocarsela, sapendo prima che il Genoa è la storia del calcio. Che con il rock centra una mazza ma che oggi fa tanto chic. Come Guidetti e miss Holland Corn, la gazzella della Termocarispe (lentissima, non fatevi illusioni di vittoria in campionato). Lei balla il rock, attorno amano guardarla. Peccato siano le sue compagne.

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