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Lo Spezia sta trattando Culovic

Dall’area Gea all’area di rigore del Picco

Lo Spezia sta trattando Culovic

- Il sognatore ha una collocazione ardua nella vita di oggi, in un mondo utilitaristico ed affaristico. Il sognatore è un fesso, fin da bambino stravede per cose da nulla, non ha senso pratico e per lui un fucile rotto vale più di una pistola integra. Una parola letta in un libro, un’avventura narrata ad arte, un gol in rovesciata, gli può dare alla testa e fargli credere di se stesso chissà che cose per il futuro. Perfino un buon giornalista può essere un sognatore, ma non un presidente di calcio. E’ per questo che Pino Ruggieri qualche giorno fa ha fatto la telefonata giusta al suo amico Franco Ceravolo, che poi si chiama Francesco, e gli ha detto: ”Fammelo comprare, che qui ne parlano tutti”, e Ceravolo, che aveva già fatto arrivare Grieco e che farà arrivare Barbosa Williams, si è mosso.
Ma che ci volesse uno così, anziano e dinoccolato ma efficace assai, per smuovere la storia dello Spezia, Ruggieri lo capì quel pomeriggio davanti al bicchiere di pompelmo in un bar riservato del centro di Milano, con di fronte Massimo Moratti e dietro (nel senso che oramai se n’era andato) Ernesto Paolillo, quello che sta per sostituire Fiorani, si quello del caso Fazio e Bankitalia. E voi che lo insultavate quel povero cristo miliardario che chissà che grattacapi avrà adesso, altro che Anaclerio ed il Colonnello e gli alberghi con moquette dei ritiri, e Ausilio che gli aveva comprato Claudio Pittbull quando lui pensava fosse un cane! Ruggieri quel pomeriggio assolato stava prendendo lo Spezia ed espose al petroliere le sensazioni ed un programma. Moratti è uno che assomiglia ad un sognatore, cioè a quelli che vi raccontavo prima, quelli che hanno insito l’effetto di sognare. Ruggieri gli disse di 4 milioni di euro in meno di bilancio, di una squadra fatta con mezza Sanremese, di una struttura nuova di zecca, di Baggio a casa, di Coti fuori, delle parate di Rotoli e delle rovesciate di Pelatti, e dell’opportunità di valutare meglio Padoin quando potevi risparmiare i soldi di Solari. Moratti, il sognatore lo guardò e fumando l’ennesima sigaretta gli disse:”C’è la fai solo con Culovic, io non riesco a comprarlo, Branca mi continua a dire che non è adatto al nostro gioco...”. Ruggieri prese nota, perché un presidente di calcio è tutto meno che un sognatore, chiamò Varini che sottopose a Russo e da allora stanno cercando, ma sembra siano vicini. Biennale stretto stretto, ma il giocatore, finalmente dopo secoli, vorrebbe tornare a casa. Le prime avvisaglie di Culovic allo Spezia si ebbero il 16 luglio del 1944, all’Arena di Milano, durante Spezia-Torino. Al 90’ Valentino Mazzola, che perdeva 2-1, prese la palla dalla sua area di rigore, scartò 4 giocatori e la portò fino ai limiti dell’altra area; prima che arrivasse Persia, raggelante, a spezzargli una caviglia, scaricò il destro di rara potenza. Bani stette ad osservare estasiato. Ma provvide a tutto Culovic, che seguì la traiettoria fino a vederla stampare sulla traversa che balla ancora ora. Culovic da quel momento scomparve ed andò a pregustare altro calcio. Come giocava? Grinta, cuore, tutto quello che volete, soprattutto guerriero antico, di età imprecisata, cattivo come una fiera in certe circostanze, centrocampista da comodino in altre. Da difensore diventava spaziale, dal piede legiferante. Angelo Moratti, padre di Massimo, stava quasi per mandare a quel paese HH quando Allodi glielò consigliò ed allora fu che Helenio cominciò al grido di Tacalabala a vincere in serie. Poi la Juventus, furba, lo fece suo a lungo, andando avanti di prolungamento in prolungamento, finchè Culovic decise che a Roma non c’era mai stato, e con i romani legò dimostrando cuore, prodigandosi in campo, vincendo campionati, ma soprattutto risultando decisivo anche quando andava in trasferta ad osservare le avversarie, come quella domenica a Perugia, che Cagnotti dal carcere oggi lo benedice ancora, avendogli anche pagato il premio partita con le casse Cirio. Ma a Culovic in fondo non fregava un tubo da dove arrivassero i soldi, lui ERA i soldi. Chi aveva Culovic aveva i soldi.
Culovic ebbe un solo intermezzo in C e fu proprio a Spezia; lo chiamò con se Carpanesi che con Culovic aveva vinto in maglia Roma una coppa delle Fiere e con quella della Fiorentina un campionato. Il Carpa lo conosceva bene e lo consigliò a Curletto. L’effetto Culovic fece nascere la zona Culovic, i gol negli ultimi minuti, che toccò il massimo in uno Spezia-Carrarese deciso da un gol di Tacchi al 42’ e 30 secondi della ripresa. Come? Cross di Stabile, testa di Mariano, Tacchi che gira sul palo dove c’è Corsini, meniscato sul ginocchio destro, infermo dal 20 del primo tempo. Coluvic ci mise del suo ma Corsini non riuscì a girare il ginocchio sulla riga. Fu gol. Poi Culovic litigò dopo belle stagioni con il Carpanesi e lasciò la squadra alla vigilia di Lucchese-Spezia, che Caruso è ancora lì che lo cerca. Di Culovic si erano perse le tracce, ha girato un po, Liverpool, Valencia, Bayern di Monaco, Deportivo la Coruna, Albinoleffe, Rimini e Fiorentina ripescata, Messina, Livorno e Treviso.
Preziosi ha tentato di tutto per comprarlo ma Culovic con Preziosi non ci va e basta. Poi un’intervista a Galliani fa capire che fine abbia fatto:” Nessuna crisi al Milan: il vicepresidente dei rossoneri Adriano Galliani lo ha ribadito ai microfoni di ControCampo su Italia 1. 'Ho letto cose incredibili sui giornali - ha detto Galliani -: per il Milan non c'era nessuna crisi, ora dobbiamo trovare solo un po' di continuità'.
A chi gli ricordava scherzando che lo scorso anno del Milan fortunato di inizio stagione si diceva che avesse in squadra Culovic' il presidente della lega calcio ha risposto che evidentemente in questa stagione il giocatore ha cambiato squadra: 'Adesso è andato a dare una mano alla Juve, peccato, perché servirebbe molto anche a noi'. Ruggieri, è stato allora, ha cercato il giocatore tramite la Gea, perchè è sicuro che sia loro, e gli hanno promesso di prestarlo presto. Sognatori si, ma fino ad un certo punto, perché con Culovic sarà davvero un altro campionato.
Se ne accorgerà anche Guidetti, perché la prima dichiarazione del futuro compagno è stata eloquente:”Se c’è un rigore lo tira lui”.OHHHHHHHH!
ARMANDO NAPOLETANO


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