Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 04 Dicembre - ore 22.23

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

MA NON E’ MISSIONE IMPOSSIBILE

Miedo scenico

 MA NON E’ MISSIONE IMPOSSIBILE

- Partiamo dal fondo, senza se e senza ma. Rispondere oggi a tale Cardona, o ad altri sarebbe troppo facile, un esercizio di una semplicità disarmante. Proviamo a tirare avanti, andando sulla tastiera e preparandoci a redigere questo editoriale che è diventato una cosa un po’ faticosa. Nell’era del totale inganno universale, diceva Orwell (ed ancora non aveva visto il Picco), dire le cose come stanno sembra un atto talmente rivoluzionario da farti trillare il telefono 5’ minuti dopo ogni pubblicazione della rubrica. Una immensa rottura di palle. Rubrica che per altro, come diceva il titolo originario, doveva essere not politically correct e così è da molti anni a questa parte. Oggi è andata in onda però un’altra storia, una giornata strana per la nostra città. Specie quando il calcio è un modo di essere. Una società si trova con un presidente in grandi difficoltà economiche, con una lady al suo posto tenace e pronta ad affrontare qualche grana (perché lei rischia ora anche in tribunale qualcosina), con una piazza ribollente ma troppo stressata da tre anni a questa parte e con una squadra che ci prova comunque. Con quello che ha e che non ha. Sono stati tre anni o 103?; Ruggieri compra e non compra, Paolillo che per poco non ci fa estromettere ( ricordate la variazione nel luglio 2005 della Covisoc che corregge il termine “improrogabilmente entro il” in un diverso “ ragionevolmente entro il “?), una coppa Italia vinta che sparisce dalla sede e che magari sarà su qualche caminetto di casa di campagna; quelli della Sanremese, Ghomsi che gioca a Ravenna, Varricchio che vuol tirare il rigore contro al Salernitana e litiga con Guidetti, poi il Genoa che vola e che poi scivola, i punti di penalizzazione, il 6 aprile 2006, la gente sui binari. Poi Padova, poi Ruggieri e Ceravolo che Moratti e l’Inter che volevano sostituire con Larini; poi Zamboni che si riduce lo stipendio per venire alla Spezia, Russo e Dionigi meglio che Cozza e Corona. L’obiettivo sesto posto, poi Soda da mago al nulla, ma sempre con le maniche tirate su a lavorare, poi storie strane, Guidetti non adatto alla B e poi fenomeno vero, ed un finale con una gamba sola. Fino agli sputi di Verona ed a Ruggieri tiratissimo. Il 27 giugno scrivemmo testualmente:” L’amnistia del Bentegodi, come l’ha definita Marco Valerio Corini, salva i giocatori dalle ulteriori critiche (a sentire Soda in televisione solo lunedì su Tls non sembra) ma nel rapporto tra moglie (Mister) e marito (giocatori) diventa difficile mettere il naso, perchè nessuno meglio di loro sa come stiano i fatti. La presenza di Ruggieri a qualche prossima trasmissione televisiva magari lascia aperti altri rubinetti, ma è proprio ora che si deve capire la valenza del calcio, la comunicazione che questo offre, i germogli che crea, e quanto tempo ci voglia, successivo, per reciderli. La polemica che sta montando attorno alla società ha francamente tediato. Cds, dopo l’editoriale di venerdì mattina, puntualmente commentato da Ruggieri (stampa libera di opinioni, il valore delle piccole cose, quello che Cds ha sempre fatto), ha spento i fari, e si sarà notato. Ha cercato di parlare di calcio. Poi è arrivata la conferenza stampa più inopportuna degli ultimi 30 anni. Abbiamo riaperto (Brutta pagina) e richiuso. Ma il tornado continua. Se veramente tutte le componenti vogliono il bene della società, beh, allora lo dimostrino con i fatti”.
In quei giorni si perse la misura e si comprarono giocatori e si fecero trattative che nessuno poteva permettersi; alcuni giorni fa, un dirigente dello Spezia del quale non faccio il nome mi ha sinceramente detto che “ la campagna acquisti è stata fatta con uno spirito molto ottimistico”. Belin, aggiungo io: prendetevi questo stralcio del bilancio della società 2007 :” Il presidente illustra brevemente il bilancio dell'esercizio che chiude con una perdita di euro 6.245.485 e con un saldo negativo del patrimonio netto (tenuto conto del capitale e delle riserve al 30 giugno 2007) di euro 2.893.924. Il presidente ricorda all'assemblea che dalla chiusura dell'esercizio e quindi dal giorno 1 luglio 2007 ad oggi i soci hanno effettuato versamenti in
conto aumento capitale per complessivi euro 1.733.714,28 che riducono il saldo negativo di patrimonio netto ad euro 1.160.210. In particolare:- in data 4 e 7 luglio 2007 sono stati versati euro 165.714,28 a titolo di versamento in conto aumento
capitale sociale; - in data 4 e 10 luglio 2007 il socio Gestioni Sportive
e Immobiliari s.r.l. ha versato in conto aumento capitale euro 868.000; - in data 6 e 8 ottobre 2007 i soci F.C. Internazionale Milano s.p.a. e Gestioni Sportive e Immobiliari s.r.l. hanno versato complessivamente euro 700.000 in conto aumento capitale sociale. A nome del collegio sindacale il presidente riassume all'assemblea la relazione del collegio che accompagna il bilancio. Quindi a richiesta della parte allego a quest'atto 'A', 'B' e 'C' il bilancio al 30 giugno 2007, la relazione del consiglio di amministrazione e la relazione del collegio sindacale. Il presidente invita quindi l'assemblea a voler approvare il bilancio e a deliberare in ordine alla
copertura delle perdite come previsto dall'art. 2482 ter del codice civile.
A nome del socio FC Internazionale Milano s.p.a. il dottor Rinaldo Ghelfi precisa che la società è disposta a coprire per intero le perdite residue alla condizione che tutti i soci sottoscrivano immediatamente la ricostituzione del capitale ad euro 500.000, di cui FC Internazionale Milano s.p.a. sottoscriverebbe il solo 10 %, con il versamento, come previsto per legge, di almeno il 25%; i soci GSI s.r.l. e Andrea Ermelli dichiarano di aderire a quanto richiesto”. Dopo tutto ciò, lo Spezia acquista Biso; se sono vere le informazioni che ho attinto anche tramite procuratori, il lordo del costo di Biso equivale a quello dei 10 giocatori arrivati a gennaio portati da Cannella meno 10 mila euro. Altro che ottimismo. Poi la crisi, poi la Fondazione, che si sbatte, raccoglie, che è poco pubblicizzata ma molti dei tifosi che si lamentano anche oggi sui muri neanche hanno versato 100 euro. L’obbligo non c’è, questo è vero. Ed ancora le trattative, che dicono solo una cosa: lo Spezia è una società invendibile, ma, e sembra un paradosso, comprabile con modalità particolari. L’ultimo affare, quello che ha visto protagonisti i più recenti attori, lo lasciamo alla vostra interpretazione; il Mattino di Napoli ha pubblicato solo pochi giorni fa una sentenza del tribunale di Napoli che su google non trovate ancora, aspettate. Ma il nodo non è questo e non si scioglie, fino ad arrivare alla conferenza stampa che lancia l’iniziativa popolare. Una barzelletta? Tutt’altro, vi state perdendo davvero in un bicchiere d’acqua. 3000 sportivi per 1000 euro, detto così, sembra difficile. La realtà? Entro il 26 marzo lo Spezia abbisogna di 500 mila euro per presentarsi con una srl a ricapitalizzare all’assemblea dei soci (500 per mille). Entro il 30 la Covisoc gli impone di pagare le mensilità arretrate; se sei disperato ti giochi il deferimento del presidente (Cappelluti), prendi un altro -1 e cammini. Altrimenti com’è logico, trovi altri 250 mila euro, ripulisci il capitale e paghi. 750 mila euro entro il 30 marzo. Poi, e siamo nella quarta settimana del mese a seguire, ti impongono di pagare i contributi relativi: 450 mila circa (450 x 1000); hai bisogno dell’ordinario, puoi tentare altre strade. Esposito e Lollo, per fare due nomi, li vuole il Livorno, la Fiorentina chiede informazioni, così il Torino. Lunedì si va a Milno per capire perché l’Inter li fa seguire e magari glieli portano via. E l’Internazionale non può non dare una mano. E lo farà. Poi Spezia-Vicenza , Spezia-Ravenna e Spezia-Cesena. Tre giornate bianche. Si può. 5400 abbonati, 2000 posti destinati agli ospiti, 2600 biglietti disponibili. Un abbonato può comprarlo a nome della moglie o del figlio, che poi non va allo stadio magari. E’ come se pagasse due volte. Siamo a maggio, almeno tre delle trattative che restano in piedi (e ci sono) possono trovare sbocchi, anche perché il debito scende, comunque sia. Poi l’idea di Cds raccolta dalla Cappelluti, l’opzione sugli abbonamenti (“da giocarsi però a maggio, magari”, ci ha detto). La Fondazione che a quel punto ha in cassa anche i soldi ancora non deliberati di Comune e Provincia ( 25 mila euro per due, come 50 soci per 1000 euro). Lo Sponsor del prossimo anno che può anticipare la trance perchè la Hyundai lascia. Il Miedo scenico del Picco che regala la B e tiene questa squadra nella categoria di competenza. Dire che il calcio è capriccioso è un modo di generalizzare, capricciosi sono i gol, il gioco l’argomento, il gol il problema, ma proviamo ad analizzare il calcio per accadimenti isolati: vinci partite che non credi. La mela in questo caso va spaccata in due: chi può versare 1000 euro lo faccia, anche usando CDS che segnalerà i nominativi allo Spezia, chi vorrà aderire alla Fondazione o partecipare a quote minori lo faccia comunque. Sempre tramite CDS, che fornirà i dettagli del conto corrente dello Spezia. Molti opinano sul fatto che dare il soldi al calcio è assurdo, meglio per l’Ospedale, meglio per tanti altri problemi. Ma, e Patroni lo diceva chiaro, a chiacchiere alla Spezia siamo fortissimi; armiamoci e partite è il motto. Questo è solo calcio, si protegge una passione ed un bene della città; chi ha votato questa amministrazione ha scelto i musei, che vengono comunque pagati anche con soldi pubblici, in perdita. Nessuna amministrazione vuol perdere, quindi ha semplicemente sbagliato investimento. Chi non ci crede non faccia nulla, ma chi ci crede è esortato davvero a fare in modo che la squadra diventi un bel po’ della città. I dubbi? Pochi, a giugno comunque vada molti attori lasceranno, non avranno voglia e coraggio per proseguire, comunque sia lo scenario cambierà. Ricordo mche tutto ciò è già successo; dicembre 1985, società fallita, squadra promossa, 45 milioni trovati nei bar, nei panifici, a casa, dai tifosi ( Zanchetta ed Andreini eroici) , che sul totale di 100 milioni di debito fecero la differenza. Chiudo questa esortazione lunga ma doverosa, ricordando solo che prima di morire Patroni chiamò Petacco comunicandogli di fargli da garante per il suo testamento:” A chi lasci tutto?” gli chiese quello. E Gino:”Gianni Agnelli. Tu immagina solo i titoli dei giornali il giorno dopo: Giornalista pensionato nomina suo erede universale Gianni Agnelli”. Provate ad immaginare invece questo:”Spezia, i tifosi salvano il club”. Tutto, tranne che missione impossibile. E Patroni, dall’alto, se la ride.

Ps: oggi su Tuttosport, ho chiesto 1000 euro anche a Moratti. Se va, siamo in 2999.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News