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Ma tu guarda che roba, fischiano Mandorlini.

(sottotitolo: meditate, gente, meditate)

Ma tu guarda che roba, fischiano Mandorlini.

- Sandro Bocchio è un amicone. E’ la penna numero uno di Tuttosport per la serie B; vivace, puntuale, corretto. Domenica era a Vicenza e c’è voluto il suo aplomb per raccontare senza uscire dal seminato l’accoglienza che hanno riservato ad Andrea Mandorlini, ora mister dell’Atalanta.
I tifosi vicentini sono stati di parola; non l’avevano perdonata al ravennate che se n’era andato nel cuore dell’estate prima sulla via di Genova e poi verso la bergamasca.
Così nel bel mezzo di un gelido inverno e di una partita come tante altre, da non scaldare il cuore, hanno cominciato ad esporre striscioni ad intervalli regolari contro Mandorlini, accusandolo di tradimento, parole scritte alle quali si sono aggiunte quelle non riferibili a voce. E lui che ha fatto? Mandorlini è sempre Mandorlini, specie quando parla con la gente, a caldo, durante o immediatamente dopo la gara: gli ha regalato un bell’applauso. Ed alla fine: ”non ho visto e sentito nulla, ma è successo qualcosa?”, ha commentato.
Purtroppo per il Mandorlo, ovunque va, è sempre la stessa storia; era già successo quando tornò a Trieste con lo Spezia, e così fu per la gara di Tim cup dello scorso anno, quando i vicentini arrivarono al Picco per vincere con tre gol netti netti. La curva riservò un immenso applauso a Bordin, ma a lui nulla, solo fischi, e Mandorlini ci rimase male e lo disse.
Ora, l’analisi è schietta. Dovunque passi lui non cresce più l’erba del ricordo. Ma, facendo un inchino alla logica emozionale del tifoso che passa dal vaffancullo al “sei un fenomeno” in meno di quarantotto minuti, va anche fatta un’altro tipo di analisi.
Siamo nel calcio dove l’allenatore non conta nulla, o meglio non gli si presta più particolare attenzione. L’allenatore morì un giorno, con la bocca chiusa, quando il calcio smise di essere un gioco ed il mondo professionistico ebbe bisogno di una tecnocrazia dell’ordine.
Allora nacque il direttore sportivo o il presidente manager, con la missione di evitare l’improvvisazione, controllare la libertà ed elevare al massimo il rendimento dei giocatori, obbligati a trasformarsi in disciplinati atleti. L’allenatore diceva, andiamo a giocare. Il direttore tecnico dice, andiamo a lavorare. Adesso si parla con i numeri.
Quando partì la trasformazione, Mandorlini era già a Trieste; gli fecero una squadra sbagliata, lui non ci mise becco. E li portò alla finale play off dopo una bella rincorsa. Poi arrivò allo Spezia, dopo che a Cremona avevano già speso il suo nome. Gli fecero una squadra (Zanoli) gliela diedero, e lui ci mise del suo e la fece vincere.
Poi i direttori tecnici continuarono e gli comprarono i Triuzzi ed i Gatta e lui con quelli ci andò alla semifinali play off. Poi se ne partì per Vicenza ed un altro direttore generale gli diede una squadra che di qualcosa mancava, ma che poteva fare bene e lui la fece lavorare. Così, di seguito, finì per qualche giorno al Genoa, dove un presidente ed un direttore sportivo gliene diedero un’altra di squadra e lui ci pensò su, finendo per scegliere l’Atalanta dove di direttori sportivi non ce n’erano più ma c’era un presidente che gli vendette una squadra intera ma lui lavorò fino a portarla in cima alla classifica di B. Ora, ditemi voi, come si fa a fischiare uno così.
Qualcuno può forse annullare l’unica verità che conta nel calcio, i numeri ed i risultati?A Vicenza è pur vero che negli ultimi dieci anni hanno vinto una coppa Italia ed hanno visto una semifinale di Coppa Coppe, ma poi non mi pare che ogni anno concorrano per la Champions. Ed a Trieste, che fine faranno tra qualche mese, visto che il baratro della discesa negli inferi è roba dell’altro ieri? Rossi meglio di Mandorlini perchè li ha portati in B? Cioè, se hai il culo di vincere una partita come Lucchese-Triestina finale play off al supplementare, con il culo che ha avuto Rossi, puoi dire di essere figlio di Vittorio Pozzo? Ed alla Spezia? 53 anni senza la B? Sentite la mancanza di Carpanesi? Suvvia.
Continuate popolo a fischiarlo. I fischi migliorano la salute polmonare. Il calcio è decisamente un’altra storia. E meno male.
ARMANDO NAPOLETANO

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