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Mr Quber, of course

editoriale

 Mr Quber, of course

- Se, ed il condizionale lo uso in maniera un po’ scaramantica, il Treviso nella gara bis contro il Grosseto al Tenni, rimonta e vince, si porta a 3-4 ipotetici punti dalla salvezza. Perché la barriera di 41-42 punti resta tutt’oggi valida. Questo offre al campionato una autentica mazzata in testa, perché concretizza il rischio che i play out neanche si giochino. Un conto che devono aver fatto anche quelli delle televisioni, mandando deserta un’asta. Aprimao un inciso: ma la lega non si arrabbiava se una società usciva dall’accordo collettivo? Così ci disse un alto dirigente dello Spezia dopo il rifiuto dell’offerta di Conto tv :”C’è un accordo in Lega”. Sarà, ma vale per tutti? No, perché un mio caro amico solo 7 giorni fa si è visto Avellino-Pisa, e sabato ben due gare andavano su network privati. Tornando al campionato, non conta nulla tutto il fraseggio ed il glossario legato a Ravenna-Pisa o alle gare dell’Avellino, perché il Treviso ha nelle mani la possibilità di spegnere tutti i fuochi. Rimontare e battere il Grosseto, e qualche giorno dopo avere il più facile dei match ball contro il Cesena in casa. Ecco perché la salvezza dello Spezia è più un gioco di matematica che di reale speranza. A questa squadra chiedere di più pare perfino disonesto, ma potrò dire di non essere stato tra quelli che a gennaio lodarono il mercato di Cannella. L’evidenza alla lunga avrebbe fatto vedere tutto, cioè. Come ha detto con grande signorilità Ondrej Herzan a fine gara al San Filippo: “una squadra con dei limiti soffre sempre”. Siamo al dunque, al passaggio obbligato di una gara attesa al Picco come quella con il Mantova che poco vorrà dire se non in caso che Pillon riempia di valium i suoi, o meglio che il Treviso cominci a fare il Treviso visto fino a qualche settimana fa. Una squadra abulica, che può combinare frittate. In due partite ai veneti basterebbe un punto per spiazzare tutti e solo lunghe rincorse darebbero il play out, oggi difficilmente pronosticabili. Speriamo di sbagliarci, ma la sensazione è netta. Quella assemblata ora promette cose diverse ed ha in Calderoni un portiere salvezza. Sabato sera, quindi, all’imbrunire sapremo tutto, senza farci grandi malattie sopra, perché la cronaca di questa morte annunciata è già in onda da mesi. Quello che però non quadra è il Quber pensiero, pur rispettabile, e poco c’entra quella lettera consegnata al responsabile della giovanile di immediata cessazione delle attività del settore, che sa tanto di invito del curatore al fallimento. Continuare a lanciare messaggi di “O B o muerte” non è sempre la cosa da fare. Basta veder quello che stanno facendo a Lanciano, dove o sono più furbi dello Spezia o più esperti. Quando alcune settimane fa il sindaco Federici decise per questo imput, tutti pensarono che in effetti esisteva qualche asso nella manica, che un valore aggiunto poteva arrivare, che a Quber fosse offerto qualche rigore. Nella realtà nulla di questo è avvenuto, mettendo ancora più in difficoltà l'avvocato, se non un professionale approccio al problema di un uomo che ha sulle spalle una responsabilità penale non da poco. E che sa cosa fa e che cozza contro il santuario economico della città, che non è interessato al calcio. Il Piano Quber è elaborato nel dettaglio ma non ha alternative, una facciata opposta, è un postulato: perché non pensare alla C1 e quindi ad iscriversi al prossimo campionato, attendendo che la situazione in B si chiarisca con l’altrettanto chiaro sentore che non sarà facile per molte iscriversi e quindi sperando in un ripescaggio?. Andare giù monocorde con “o B o muerte” sembra molto fuori dalla logica: c’è qualcuno che può comprare, e la trattativa oramai avanza con un imprenditore di Grosseto. C’è la possibilità di dover coprire le tre mensilità invece che le quattro, pagare l’Iva ed i contributi con uno sforzo che può anche esser partorito dal mercato (le compartecipazioni potrebbero portare soldi). Ma non ci sono segnali di direttore sportivo, ad un mese circa dalle comproprietà. Così come non ci sono segnali chiari di voler salvare almeno una categoria professionistica, perché in caso di fallimento, ad oggi, l’unica cosa accessibile ed accettata dal Consiglio federale è una iscrizione extra numero in lega nazionale D. Bisognerebbe che invece di pensare al recupero delle Hiunday in giro per l’Italia, si pensasse di più ad una second opinion, una alternativa valida al problema.
E che soprattutto si convincesse tutti color che stanno lavorando per l’azionariato che la gente è un appoggio alla base o non viceversa. L’azionariato è un fatto transitorio, non può durare, così le cariche.Ma qui Quber non c'entra, lui è stato invitato al tavolo, quando da mangiare e da spartire era rimasta solo l'acqua. O dobbiamo chiamare Lanciano per capire come una società viene fatta fallire in corso d’opera e rivenduta ad un’asta per 545 mila euro, con titolo salvato e parco giocatori integro?

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