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Nuvolaglia sullo Spezia, ma non la merita.

Come dominare a Rimini e perdere un campionato.O quasi.

Nuvolaglia sullo Spezia, ma non la merita.

- NUVOLAGLIA SULLO SPEZIA, MA NON LA MERITA
Ad un certo punto di un pomeriggio seduti sul satellite, ho notato una nuvoletta di fumo. Anzi era più di una nuvoletta e si spandeva davanti alla panchina dove sedeva nel suo classico giacca e pantalone, con sciarpa ultras al collo, quell’omino smagrito del signor Alessandrini.
Il fumo si è fatto denso, spinto da un vento, ha detto Mario Facco ex terzinaccio della Lazio oggi opinionista in tivvù, prima orizzontale poi trasversale (non ho capito cosa significhi ma così ve lo giro). Dello Spezia del primo tempo avevo notato cose grosse, la voglia di arrivare ad un risultato, nella ripresa ho visto la silhouette di molti giocatori, che perdevano chili su chili, perchè vedevano perdersi una stagione, nella quale avevano fatto grande rincorsa, allora vana.
Se penso che nel girone di ritorno abbiamo fatto sei punti in più della Lucchese e della Spal, e che oggi i toscani sono a +3 da noi mentre i ferraresi hanno gli stessi punti, mi viene un mal di testa. Altre notazioni sia tecniche che tattiche mi sono impedite da una sola constatazione: non meritavamo di perdere, ma forse, fino in fondo, non so se più degli altri meriteremmo i play off. Zanoli ha indubbiamente indovinato la campagna acquisti sbagliando il mister, dopo aver avuto molta confusione in testa (ma Alessandrini resta o va, e Marino del Foggia gli piace ancora?); poi a gennaio, lasciato solo dai soci, ha detto che non serviva una punta, quando nella realtà non c’erano le finanze per comprarla.
Mago Alessandrini ha però trovato l’alchimia giusta, rimescolando i sentimenti di questa squadra. Ora siamo ai calcolo sperticati ed un solo assurto fa davvero la differenza: potrebbero infatti non bastare sei punti per qualificarsi ai play off. Quasi sicuramente lo Spezia finirà tra le prime 7 ma anche questo non basterà a salvare tutto. Quella nuvoletta di fumo, presagio di una situazione difficile, la dice lunga. La matematica e la lotta per i play out tengono in gioco lo Spezia. Tutti a far conti a studiare i calcoli più abbordabili. Mi ha sorpreso il 3-3 tra Pisa e Arezzo, ma non so quanto i toscani aretini proseguiranno a non fare regalerie.
Mi sforzo ma non riesco ad immaginare che Rimini-Arezzo veda gli amaranto giocare per far punti, lottando magari contro una neo promossa che vuole centrare lo spareggio che vuol dire play off. Se devo essere sincero, a guardar la classifica, mi è venuto in mente il calcio mercato invernale, quello terminato il 31 di gennaio. Lo Spezia che aveva difficoltà finanziarie forti, il Rimini che aveva i soldi ma che non riusciva a comprare Senigallia dal Lumezzane, pur avendo già un accordo con i lombardi. Alla fine il Rimini forse ce la fa lo stesso e così il Lumezzane, e noi come al solito a guardare gli altri.
Se Rimini e Lucchese fanno sei punti nelle prossime due gare sono ai play off, ma se dovessero inciampare, gli aquilotti potrebbero tornare in gioco. Oggi sono ad un passo dall’uscire dalla lotta che vale la serie B; peserebbe come un macigno il girone di andata di Paolo Stringara, poiché nel ritorno, la squadra, insieme a Rimini e Cesena, ha fatto meglio di tutti.
La chiave di volta, a voler fare i buonisti, è Pro Patria-Lucchese di domenica prossima, poiché se i bustocchi vincessero, potrebbero ricevere dallo Spezia il favore di battere la Reggiana (che fuori dal Giglio è la squadra ad aver perso di più, 10, ed aver incassato più gol, ben 26), mettendola in una delicatissima posizione a 90’ dalla fine. L’ultima giornata offrirebbe infatti anche un Reggiana-Pavia, molto figlio di un Pavia-Spal di domenica prossima. Lo Spezia tiene infatti nei confronti della Lucchese il saldo positivo degli scontri diretti. Bisogna anche sperare che Pistoiese e Cittadella, da ieri sera matematicamente salve, che incontrano rispettivamente alla 16a il Rimini ed alla 17° la Lucchese, facciamo poi dei favori indiretti ad Alessandrini.
Tra un paio di settimane forse si tornerà anche a parlare di società; Zanoli fa già programmi futuri, alcuni giocatori partiranno, altri, diciamo almeno 15 arriveranno, ci sarà ancora un rimpasto di quote nel famigerato Cda.
Io non voglio dire nulla, vi scrivo solo quella che è una informazione precisa, dettagliata, commerciale, che un giornalista deve raccogliere. Più che una notizia è una domanda, doppia, che vi pongo, lasciandovi rispondere. Ma è vero che il 40 per cento del pacchetto di maggioranza dello Spezia avrebbe già un nome ed un cognome o una sigla di società? Ed ancora, come si fa a dire che una controparte a nome P & D, che ha fatto una trattativa, che è costola diretta del gruppo di Tronchetti Provera, Pirelli, sia gruppo non sostanzioso e tale da scrivere allo Spezia una lettera indecifrabile? Spiegatemelo voi, per favore, ma fate presto.

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