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Ora, sul campionato, vegli l'ufficio indagini.

Troppe gare scontate rovineranno l'equilibrio

Ora, sul campionato, vegli l'ufficio indagini.

- Siamo stati tra i pochi che fino a qualche settimana fa hanno espresso dubbi su quel famoso Treviso-Livorno. Non quello di domenica scorsa, per carità, ma la gara decisa dalla rete di Protti tre anni fa, che di fatto ci costò la serie B e tutti i guai finanziari che la società sta avendo in questi periodi ( a proposito, ci arrivano segnali di tavoli di trattativa dalle parti di Melzo, vuoi vedere che….).
Siamo sempre stati fermamente convinti che i vertici dell’ufficio indagini, visto quello che era stato pubblicato sui giornali poco dopo e visto le numerose voci che circolavano, avessero l’obbligo non morale ma materiale di aprire un fascicolo per poi dirci alla fine che eravamo dei visionari o meglio, che lo erano tutti quelli che avevano espresso fandonie su quella gara. Io non ho mai avuto le prove di ciò che si è millantato, di certo intervistando qualche giocatore si capiva che i dubbi non eravamo i soli ad averli, ma questo vuol dire poco.
Poi, però, di dubbi su queste ultime giornate dei campionati di calcio specie di B e C, io ne ho continuati ad aver parecchi e non me li sono riusciti a togliere. Ho continuato ad intervistare giocatori, chiedere informazioni, magari parlando d’altro e poi spostando la mira su altre notizie, ma mai ho avuto certezze. Però, e questo è certo, a volte si può sporcare il calcio non volontariamente, ma magari mettendolo in condizione di sporcarsi da solo. Una squadra che deve vincere per forza e l’altra che può permettersi di perdere, una che non ha più interessi, l’altra che vede l’acqua salire pericolosamente. Questo è un paese strano a livello pallonaro ma in tutti questi anni di giornalismo mi è sempre venuto in mente che in fondo si tiri un po’ a campare, e che un giorni freghi tu ed uno frego io. Suvvia, non scherziamo. Anni fa, per darvi una metafora, avvenne una cosa strana su un campo di calcio del Sudamerica. Giocavano due squadre che andavano per la maggiore; in una la stella di Pedernera, che era ritornato in Argentina dal grande Real Madrid dove era diventato un’icona, dalla altra Alfredo Di Stefano che ancora era quasi ragazzino e che il Rela Madrid lo avrebbe visto da lì a pochi anni.
Ad un certo punto, quando si era al 10’ del primo tempo, Di Stefano prese una palla a centrocampo, scartò tre uomini, fece una rapida conversione verso il centro e quando fu al limite dell’area sparò una cannonata che si andò a stampare sulla traversa. Allora i pali erano quadrati e la sfera rimbalzò fino quasi a centrocampo. Di Stefano non si scompose ed al 15’ riprese una palla, riscartò tre uomini, ripetè una bella conversione verso il dischetto del rigore e sparò un’altra cannonata, giusto 10-15 centimetri più bassa che fulminò il portiere avversario facendo venire giù lo stadio. Mentre stava per andare a centrocampo, si sentì afferrare il braccio dallo stesso Pedernera che gli disse:”Amigo, guarda che qui con il calcio ci dobbiamo campare tutti, vedi di darti una regolata”. E Di Stefano fino al 90’ non lo fece più, tanto che la gara finì 1-1, perché cos’ stava bene a tutti.
Al di là delle metafore, spero che questo Spezia, è qui il punto, non esca male, per volontà altrui e non peccato suo, dalla lotta per i play off che per la condotta avuta con Alessandrini in panchina, meriterebbe. A quattro giornate dalla fine la classifica diventa un rompicapo. Cinque squadra in un punto ,sei in tre, quattro giornate alla fine, una serie di scontri diretti alle viste che determineranno tutto. Così com’è ormai certa la promozione in B dell’Arezzo che giocherà due gare conclusive con Pisa e Rimini senza stimoli e con una pericolosa rilassatezza che metterebbe in discussione la regolarità del campionato. E voi che segno dareste a Pistoiese-Spal, Pistoiese-Rimini, Cittadella-Pisa e Lucchese-Cittadella? E’ la seconda volta che lo scriviamo, ma ci sono partite tra le ultime quattro giornate che andrebbero vegliate, così, giusto per vegliarle. Poi magari non succede nulla, ma almeno si tiene desto l’interesse. Domenica intanto arriva il Pisa, spero sia una gara all’insegna della civiltà perché in passato ne abbiamo viste troppe di porcate. Melucci, l’ex, solo due domeniche fa aveva sfiorato la sua porta contro il Pavia, domenica scorsa c’è l’ha fatta, segnando sempre nella sua porta la rete che ha permesso al Cesena di staccare un biglietto con sopra scritto play off. Più che in Melucci spero in una squadra spezzina saggia, che faccia attaccare il Pisa, che attaccherà perché c’è l’ha nel sangue, e poi la infilzi. Serviranno punte, ma non Mendil. Lui punta non lo è mai stata e forse non lo è nella testa.

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