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Preziosi Cricket and Football Club

Quando un presidente tralascia SOLO la storia

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- Ogni tanto a Marassi, lo stadio più bello d’Italia, irrompe il tempo, per far sua tutta la storia. I calciatori di ogni epoca la terranno gloriosa ed ambiziosa, i presidenti quasi mai. Genova è cresciuta in sintonia tra progresso cittadino, societario e tecnico.
Lo stadio è tra i più ospitali d’Italia anche come sala stampa ( anche se un collega dal naso adunco e dal grande baffo ci ha accolto al grido tottiano di “UNO E A CASA, OLE’” che ha fatto bell’incazzare anche lo scriba che leggete), grandi progressi professionali rappresentano il suo giornalismo ( non certo di quello del pensionato ermetico).
Non voglio perdermi nelle penombre della storia patria altrui, perché la storia del Genoa nove volte campione d’Italia è antichissima, quasi profetica. La stessa storia tra Genoa e Sampdoria è moderna, anche tra le vicissitudini grame della B dei doriani e della C rosso blù ( ma non solo quella odierna).Si deve semmai rimarcare che l’ultimo presidente mecenate del Genoa fosse Geo Davidson, mentre tutti gli altri di mitico hanno avuto poco, compreso l’Aldo Spinelli che non riuscì neppure a tenersi l’Osvaldo Bagnoli.
Semmai qualcosa di mitico riconosco a Ravano, Mantovani ed a Garrone.La forza del Genoa è la sua gente, la folla si che è mitica, come lo è nella sua proporzione quella dello Spezia.
Il derby Ge-Sa comincia la sua storia urbana dopo la guerra, 1946, con la Sampdoria che rappresenta il nuovo. Preziosi tutto questo non lo sa non sa chi sia Fosco Beccatini detto palla di gomma, volteggiante nelle sue rovesciate,o non conosce gli anziani che si riempiono la bocca rievocando i classici Marchi e Sardelli, mister Garbutt, il primo allenatore moderno, il primo viaggio in aereo, il primo viaggio in Sudamerica. Lo Spezia c’era già, anzi c’era già stato, perché nato nel 1906, e con il Genoa aveva già giocato in prima divisione, che con un certo senso largo potremmo definire l’attuale serie A. Ma questo Preziosi non lo sa. Come non sa che alcuni cronisti locali hanno definito questa gara di martedì scorso a Marassi un autentico derby, come non sa che nessuna squadra come la sua ha oggi in C un tale gioco di possesso che chiama a partecipare ed a concorrere tutto il gruppo. Ma a lui cosa importa, lui che ne sa. “Con lo Spezia si gioca come si giocasse con il Pizzighettone” ha raccontato in settimana. Perché, il Pizzighettone fa partite con 26 mila spettatori sugli spalti?. “Basta che non lo chiamiamo derby” ha commentato.
Perché è più derby Genoa-Salernitana o Genoa-Como?.”Hanno scomodato anche la federazione di statistica.. un sito. ( minchia , ha citato CDS:ndr)… ma allora ditemi voi se è derby anche Inter-Pizzioghettone”, ha riferito ad un cronista genovese. Si, perchè è più derby appenninico Fiorentina-Bologna o Juventus-Inter, il derby d’Italia. Ma lui tutto questo non lo sa. “Perché io ho una tradizione favorevole con lo Spezia”, si, quando giocava con il Como e passava al Picco con un tiro, anzi uno svarione di Sottili. Perchè, perché perché. Calci al vento, che io non accetto, denigrare la storia delle società, togliere ai tifosi i punti di riferimento del passato, fare come Blatter che adesso neanche vuole gli inni nazionali prima del via, è bruttissimo.
E poi perché esultare in maniera così evidente alla fine, se era vincere come il Pizzighettone? “Quante volte- racconta il mio omonimo Salvatore Napolitano- giocando a calcio da ragazzini in uno spazio angusto, ma che immaginavamo fosse il Maracanà, abbiamo perso il pallone per un tiraccio fuori bersaglio o un rinvio sbilenco! I grandi hanno fatto lo stesso, mandandolo nel burrone con una gestione dissennata. Buchi di miliardi da brividi e tanto altro. Molti dei maggiori imprenditori sono corresponsabili dello sfacio”. C’è anche Preziosi tra questi? Fate voi.
Io ho voluto solo che si notasse come Genoa-Spezia abbia avuto più spettatori di Juventus-Bruges di Champions League ma che il presidente dei rossoblu l’abbia voluta relegare in un angolo di cantina. No, con la storia non ci scherzo. Forse ho anche rubato qualcosa in queste righe ad una squadra, lo Spezia, che ha giocato una mezzora da serie A, che ha dato tutto nei suoi limiti che magari ha fatto anche tesoro di questa sconfitta. E mi è piaciuto il pubblico, dell’una e dell’altra, ma Preziosi no, non l’ho capito. Eppure ha fatto tanto a Saronno, a Como, ha avuto il coraggio di prendere il Genoa, perché ci vuol coraggio. Parli pure con i cerchiobottisti fllofofali via cavo di Genova ( ma salvo Onori, che è intenditore vero), ma non con noi. Che non scherzi con i sentimenti, perché sono quelli che fanno la storia. E non solo la sua.
ARMANDO NAPOLETANO
IL SECOLO XIX

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