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Qualcuno dica a Coti che Torino è al Legnano, Zaniolo al Messina e.......

AAA: cercasi punta per...puntuali cross.

Qualcuno dica a Coti che Torino è al Legnano, Zaniolo al Messina e.......

- VITTORIO TORINO ED UN MAL DI STOMACO CHE NON FINISCE PIU’
La coperta è corta, e neanche la mamma riuscirebbe ad aggiustarla. Veronese ed Alessi che si abbassano fino al centrocampo, Coti che alza la squadra ma che quando crossa non torva nessun in area e si infuria.
Se prima ci capitava di non trovare normali frequenze, ammesso e non concesso che sia facile in una squadra come questa, ora almeno vedi un certo dinamismo, che io chiamo duttilità, per un gruppo che Stringara o non Stringara, Alessandrini o non Alessandrini, rimane pieno di belle individualità.
Ma con il Cesena , come tante altre volte, non avremmo segnato neppure se la gara fosse finita alla quattro di mattina, con uno sfinito Coti che continuava a fare cross, per Veronese, Zizzari, Rollandi, Antonio Sassarini e per lo stesso Zanoli.
Ci sarebbe voluta qualche stramba evoluzione e per la verità Veronese ci ha anche provato, ma quella è roba da Van Basten, che anche se ora gioca solo a golf è pur sempre Van Basten.
Oramai mancava al Picco solo il rintocco delle campane: gente, l’area di rigore del Cesena era una landa deserta.
Poi finisce la partita, e scopri che Vittorio Torino ha segnato a Legnano il nono gol stagionale, che Zaniolo ha infilato il Torino, che perfino Chiappara ha segnato nel Treviso con l’Ascoli, che Andrea Cecchini, l’ex appena acquistato dal Padova, si è procurato ed ha trasformato un rigore contro la Lucchese, che insomma tutti cercano una punta e la trovano.
A noi resta il mal di stomaco (e la trattativa di Omolade, che avrà giocato anche 5 gare in A ma che Sergino Borgo mi ha sconsigliato), perchè forse ora mancherebbe proprio poco per aggiustare il tiro. Solo che la champagne degli anni addietro ci ha annebbiato la vista e tolto forse l’eclettismo che aveva permesso a questa società di muoversì così bene.
Come facciamo infatti trovare una punta adatta ai nostri denari, come facciamo a convincere soci oramai sulla via del tramonto a spendere ed a impegnarsi in una rincorsa che chissà dove porta? Ma come si fa anche a convivere con il tifoso ed a dirgli che è meglio salvare la società che tentare una improbabile rincorsa alle zone di classifica che portano solo agli spareggi, che abbiamo già perso anche in situazioni ben diverse da questa? E che Alessandrini ne ha appena perso uno col Gubbio pochi mesi fa? Meglio l’uovo oggi o la gallina domani? Cacca o berretto rosso? Meglio sapere che la società sta galla o giocarsi al tavolo verde le ultime stille di energia, perché tanto anche Pupi Avati ha dato la possibilità ai suoi pokeristi di rivedersi dopo anni? Sono tante le date importanti in questi frangenti; ve ne regalino alcune, perché possiate farvi una idea.
Zanoli deve pagare lo stipendio di Ottobre ai giocatori e per ora ha esposto solo promesse; il 31 gennaio scade il termine ultimo per poter agire sul calciomercato con giocatori veri, non quelli svincolati che non hanno nelle gambe cinque mesi di calcio vero. Il 12 o 13 febbraio il consiglio federale obbligherà le società di C a chiudere i bilanci entro il 30 giugno e certificarli entro quella data; con la stessa rogatoria, imporrà le regolarizzazione degli stipendi a tutto il 30 aprile con la firma delle liberatorie dei giocatori. Lo Spezia, per darvi parole povere, deve garantire tra gennaio e giugno 2004 ben 9 mensilità, sistemare la posizione Inps e quella Irpef!!! La situazione del calcio in C è troppo difficile per non aver rispetto di chi spende denari e nulla ci sentiamo di addossare agli attuali dirigenti, anche se la mancanza di stile (di alcuni) e di esperienza (di altri dirigenti) è troppo evidente.
Nel rispetto delle parti concediamoci il senso critico di spingere questa società (che però è senza un diesse vero, sigh) di agire sul mercato, dall’altra speriamo in una salvezza veloce, e poi pensiamo a cambiare storia. Di sicuro i quattro di Milano, al 30 giugno, si separano. Sarebbe già importante rimanesse l’Inter. A quel punto scatterà la solita ridda di voci. Spezia, 98 anni di storia e (provate a negarlo) li dimostra tutti.
ARMANDO NAPOLETANO

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