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Quello che i tifosi volevano

Quello che i tifosi volevano

- La Fiamma rossa, nel ciclismo ed al Tour, è l’ultimo baluardo, il segnale dell’ultimo km di corsa, è l’ingresso del territorio dove tutto è possibile. Nel calcio, parafrasando Gianni Mura ed il suo splendido libro, è la zona Cesarini, o quella dove si decide di fatto la contesa, spesso il tempo di recupero. I tifosi dello Spezia, ieri, ma non lo sanno, l’hanno vista passare la fiamma rossa. Erano più o meno le 16 e 20 del pomeriggio. E da un ufficio riammodernato, stavano uscendo i componenti dell’assemblea dei soci del vecchio Spezia 1906. Ebbene, nella zona rossa, quando oramai i giochi anche più artati sembravano fatti, spunta le verità: i tifosi otterranno quello che in fondo volevano, per maniera indotta ma lo otterranno. Resi polvere da decisioni altrui, vistisi sfuggire la serie B per errori a loro non imputabili, offesi nella fede che potrà anche non retrocedere ma che si legge ora a pagina 251 del televideo, accortisi che il miracolo non si consumava ma devoti comunque; stabilito che tanto tutti gli arbitri sono venduti e sussurrate preghiere e maledizioni, si sono visti fornire quello che avevano chiesto da tempo: l’indagine sugli amministratori dello Spezia degli ultimi anni. Una verifica attenta di tutto quello che è successo, di come il club è stato condotto, un controllo diretto di conti e pagine, dopo aver espresso mille dubbi. Che non saranno mai comunque certezze se non sentenziate da un Tribunale. Così, senza neanche saperlo, dalla gola di tutti erompe un’ovazione. E Cds è con questi, perché mentre c’era chi faceva salotto, o copia ed incolla da inviare a terzi, la nostra redazione accusava, portava alla luce, chiedeva, indagava. Quber ci aveva provato, Federici l’aveva annunciata, molti ne avevano disegnato i contorni. Tutti reclamavano sterilmente un’indagine, volevano chiarezza e sapere. Ma ora si fa sul serio. Perché dopo la decisione di ieri dell’Assemblea, con la poco chiara assenza di Ermelli e quella dell’Internazionale Fbc (Camera era presente come revisore dei conti, non in vece) questo accadrà in rapida successione:1- il liquidatore in carica (Modenesi) stilerà un rapporto da allegare; 2- i libri contabili, in pochissimi giorni, sicuramente entro la prossima settimana, finiranno in Tribunale; 3- questi dichiarerà il fallimento; 4- nominerà a seguire un curatore che foglio per foglio, dettato per dettato, verificherà la situazione e se troverà qualcosa non condivisibile agirà; 5-potrà quindi informare la Procura; 6- questi potrà a sua volta nominare un suo consulente che foglio per foglio, dettato per dettato verificherà. Non è solo una questione di ultimo anno, perché, come ci raccontava ieri sera un legale esperto in questo tipo di diritto “ se trovano un cadavere 4 anni prima, mica ci passano sopra e lo evitano”. A conti fatti, per quanto ne so io di Legge, i rappresentanti legali e chi ha amministrato verrà verificato nell’operato. Non è quello che volevano i tifosi? Non è ciò che si era chiesto? Senza censura preventiva, perché se si dimostrerà che si è falliti per motivi plausibili, i tifosi dovranno farne un credo. In questo suo strascico di morte, però, l’Ac Spezia 1906 si trascina altro. Lo Spezia Siamo noi nominerà forse prima di Natale un’Assemblea finale, per sciogliersi definitivamente e liquidarsi. Poi toccherà alla Fondazione. Due rari esempi di forza popolare e di passione, buttati malamente. Ma se nel primo caso si può parlare di logica, perché l’associazione era nata per reggere le sorti del club e mentre questa muore scrive sulla tomba “70 per cento”, per la Fondazione non c’è nulla di condivisibile. Spiace parecchio. Ne riparleremo. Di questo ne riparleremo. Per ora, mettetevi comodi, film molto lungo ma pare molto interessante quello in proiezione.


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