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Rema tu che (poi, forse) remo io

politically correct

 Rema tu che (poi, forse) remo io

- Alcuni giorni fa, un amico che vive nel calcio da una vita, mi ha dato un bel consiglio: scrivi in questo momento, solo le cose ora dopo ora, non anticipare nulla, potresti essere smentito dopo poco. Così, questa rubrica di solito not politically correct, diventa molto lineare e prova ad attenersi ai fatti. Giovedì sera nella prima Assemblea dello Spezia siamo Noi, viene chiesto ai soci azionisti di liberare 160 mila euro, il 30 per cento del raccolto, a fondo pressoché perduto, per pagare gli stipendi ai giocatori al 31 marzo. Si evince che gli altri ci siano. Venerdì sera, 28 marzo, da un ulteriore conteggio, si calcola che un credito (del Comune?) non è monetizzabile, e che quindi di euro ne mancano 400 mila, altri 250. Convocazione per domenica sera dell’Assemblea che a questo punto, un po’ perplessa (questo almeno ci permettiamo di anticiparlo) deve deliberare di liberarne altri 250 mila. Sempre in prima convocazione si scopre (ma solo per alcuni, in molti lo sanno) che il debito al 31 dicembre deve essere appianato: 2,8 milioni in quote parte. 70, 20, 10. Si deve però partire subito dal 25 per cento. Si evince facile che Lo Spezia Siamo noi non può entrare in società se non una volta risolto questo problema, ma non si sono sostanze per farlo da parte degli attuali soci. Dirà la Cappelluti in Assemblea, tra una telefonata e l’altra che “ stiamo parlando con i tecnici dell’Inter per risolvere la questione”. Non è Mancini l’interessato e neanche Faustino Salsano. L’Inter, in breve, non si accolla il debito totale, e non si vede perché dovrebbe farlo. Con Tonellotto c’è una sorta di trattativa da giorni, lui si presenta a Milano e attende per due ore fuori da una stanza per parlare con i Sindaci. Va via mogio, non riesce ad avere un serio colloquio. Intanto nella sede dell’Inter si parla, ma c’è da dire soprattutto che la società di Via Durini non si sposta dalla sua posizione ma offre una mano e sensibilità. Cosa confermata da chi, come Milo Campagni, è presente. Per la signora Cappelluti nulla avviene e cambia, ma sul suo sito ufficiale si scrive che “Dal canto suo FC Internazionale, impressionata dalla grande mobilitazione popolare degli ultimi 13 giorni, si è detta disponibile, pur nel pieno rispetto dei ruoli, a non lasciare solo il club aquilotto in questo delicato momento”. Di grazia, che vuol dire? Non credo quello che dice la signora ma forse mi sbaglio. Bisogna solo rischiare, tutti, altrimenti fine. Poi Lo Spezia siamo noi: con il debito azzerato si può ragionare, ma prima come e perchè? Qualcuno ci dice che stiamo informando poco la gente e l'opinione pubblica. Attendere per credere. Non azzardiamo nessuna conclusione (leggi riga 1 2 e 3) ma ci si chiede se tutto stia remando dalla stessa parte. E, badate, non proviamo neanche ad indovinare quale.

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