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Su due piedi-L'altra Verona, l'altro giornalismo

Su due piedi-L'altra Verona, l'altro giornalismo

- Per una volta diamo spazio agli altri, ad un collega.Che per essere credibile racconta quello che è, e quando una cosa fa schifo fa schifo. Corriere del Veneto, Antonio Spadaccino, il resto è un coro.

Così si comporta una vera società

Sono tanti anni che seguiamo il Verona e tante, troppe volte, da veronesi ci siamo sentiti offesi dal comportamento di chi si spaccia per ultrà dell’Hellas ma in realtà è un ultrà dell’imbecillità più bieca. Ieri sera, per la tempestività con cui si è intervenuti, per la prima volta, da veronesi, ci siamo sentiti tutelati e rispettati dai vertici dell’Hellas. Le parole del dg Gardini, dopo il becero coro contro Morosini, sono quelle che tutti i veronesi avrebbero voluto pronunciare per prendere le distanze da questo gesto deprecabile. Ma non solo. Anche la decisione di non far andare Mandorlini in sala stampa, dopo i veleni che lui stesso ha contribuito a spargere sulla partita dell’Ardenza, è stata una scelta da società con gli attributi.

Il tecnico gialloblù che, sia chiaro, è un grande allenatore come dimostrano i risultati che ha conseguito alla guida dell’Hellas, non riesce proprio a capire che le sue parole, in quanto allenatore del Verona, hanno sempre una risonanza maggiore di quelle di molti altri suoi colleghi. E, soprattutto, non vuole proprio saperne di smettere i panni del «capopopolo» per vestire quelli, sicuramente più congeniali, dell’allenatore di un club che con l’avvento della proprietà Setti ha voltato pagina (senza nulla togliere a quanto di buono fatto da Giovanni Martinelli) e desidera proporsi per quello che realmente è: una società con una storia centenaria, con uno scudetto da esibire come punta di diamante di un palmares di primo piano, con un seguito di fede e passione senza uguali in serie B e ai primi posti su scala nazionale. Caricare partite come quella di Livorno con parole di astio personale è un modo di fare non in linea con il nuovo corso di Setti. E dei veri tifosi del Verona.

Antonio Spadaccino

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