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Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Novembre - ore 21.40

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Tutta la stagione in 90', si attende pubblico maturo.

Fischi e lazzi e siamo al crac. Una gara di attesa fino al 95'.

Tutta la stagione in 90', si attende pubblico maturo.

- CI GIOCHIAMO TUTTA LA STAGIONE, SPERIAMO DAVANTI AD UN PUBBLICO INTELLIGENTE
Di Spezia-Novara, com’è tradizione, si notano quasi sempre le grandi nuvolette di fumo. Quella densa e pericolosa che attualmente si spade davanti alla panchina di Paolino Stringara; quelle di un match storico giocato sotto l’acqua nel marzo del 1934 e vinto dallo Spezia contro la bizzarria di Luigi Cevenini , il terzo della stirpe, che a Novara era andato per far vedere ancora qualcosa del suo formidabile repertorio di dribblomane narcisista. E nuvole ed acqua c’erano anche quando nel 1947, in serie B, quindicesima di andata, ci rimisi le penne con il Novara anche Silvio Piola, annichilito da un centromediano risoluto che si chiamava Renzo Bragoni ( finì 3-1).Piola, che fu grande centravanti, quel giorno sembrò lentoccio come il vecchio batacchio di un orologio.
Nuvole anche nella sfida del 1997 che in pratica condannò alla retrocessione in C2 lo Spezia. Tra storia ed annotazioni, al di là del meteo, quella di oggi è sfida vera anche se siamo solo alla giornata numero 8. Di certo non si può andare sul velluto; basta vedere come ha giocato il Novara fuori ( sfiorando due vittorie, ottenendo due pari stretti), e lo Spezia tra le mura amiche (con la Lucchese la punta dell’iceberg, poi presto affondata da Arezzo e Cittadella). Ma il campionato comincia a sgranarsi e chi doveva comandarlo (lo Spezia) o poteva domarlo ( il Novara) è lì giusto nello spazio di una vittoria. Se gli aquilotti battono i piemontesi di Foschi, lo agganciano, ma soprattutto si accodano al treno che porta ai play off.
Ci vuole un fisico bestiale per uscire da questa situazione; il Novara è una squadra pericolosissima, fisica, che spesso tiene alto il ritmo. Il Padova, che l’ha appena affrontata, ha retto per una mezzora poi ha scelto di attendere ed aspettare, andando però a parare forse dove proprio Foschi voleva, quel pari che serviva per rimanere lì, nelle zone alte.
Si dice che Sergio Borgo, abbia fatto dare un’occhiata a questo Spezia a Busto e che le relazioni non l’abbiano davvero impressionato. Il Novara qui viene per vincere ed il pericolo è la fretta; quelle a di una squadra che deve vincere per forza, quella di una allenatore che deve vincere ad ogni costo, quella di un centravanti come Veronese che deve dimostrare che questa squadra dipende da lui; quella, essenziale che abbiamo anche noi cronisti, di capire che pesce è questo Spezia.
Ma per una domenica lo Spezia deve appendersi ad un’altra logica, quella emozionale dei tifosi. La cultura del tifoso spezzino, quello che assiepa soprattutto la tribuna ( ma anche la gradinata) è piuttosto scarsa. Prendete la gara con il Pavia. Alla fine del primo tempo, solo fischi ed un invito ai lavori forzati, poi, poco dopo, all’ora del Tè, zac…. applausi ed incoraggiamenti. Ma Vivaddio, dagli stessi tifosi di prima.
E’ giusto dire che da troppi anni andiamo avanti a Malox perchè il nostro fegato al campo non ce la fa veramente più, è giusto dire che chi paga (una volta) aveva sempre ragione, altrimenti non spieghi tutti quei portoghesi domenicali. Ma è anche giusto dire che se il pubblico non capisce la situazione e non appoggia la squadra, armandosi di pazienza, tutto crolla. Una gara come quella con il Novara, una difesa a quattro ben piantata fisicamente, dove sarà anche scontro fisico, richiede calma. La puoi vincere anche al 93’. Ma se iniziano a fischiare prima, tutto si complica ed il giocatore, che poi è quello che è in campo, chiude l’audio. Per ora, al di là di quello che si dica, questo pubblico ha dato un apporto mediocre ( leggi abbonamenti). La domenica è quella buona per fare ricredere lo scrivente che, per essere credibile, ed quindi realistico, la racconta così.
Armando Napoletano

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