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Su due piedi - Un reggiano incipriato di salsedine

Su due piedi - Un reggiano incipriato di salsedine

- La sua personale settimana “da derby” inizia con un regalo niente male: prolungamento del contratto con lo Spezia, spostato nella sua scadenza dal 30 giugno 2011 al 2012. Oltre c’è la fine del mondo, dicono, ben più che Reggiana-Spezia. C’è la firma, manca il deposito che avverrà nelle prossime settimane, al ritorno in Italia di Gabriele Volpi. Precisazione per dovere: non c’è concomitanza con l’arrivo di Guidetti alla Reggiana e le conseguenze polemiche, forse evitabili. Di certo il calcio ha diverse verità solo sulla carta, e non serve sia stampata. Massimo Varini, ieri, rispondeva con cordialità alla richiesta di intervista su quella che è “el partido extrano” della sua carriera da dottore del calcio; un’intervista che avrebbe evitato, sulla linea delle richieste giunte, logica vuole, anche da Reggio. Resta uno dei cardini della società nuova, ma anche uno dei più chiacchierati: spacca la mela del tifoso aquilotto esattamente a metà. In difesa quelli che vedono in lui l’uomo dei conti, quello che aspetta che la squadra si assesti, rilevandone i difetti strutturali che emergono via via e correggendoli, quando il mercato passa da una giungla ad un mercatino accessibile. Per lui tre giorni dalla fine del mercato sono un secolo, può far nascere di tutto. Oltre la linea mediana ci sono invece quelli, fino all’attacco, che proprio non reggono il fatto che lui sia nativo di Reggio (storica rivale calcistica), che lì abiti, che vada ai campi Agosti a salutare la squadra di Mangone (nel giorno di “corta” a cavallo di Ferragosto), che si sia concesso un gentleman agreement con il presidente della Reggiana per non ostacolarne l’arrivo, lo scorso anno, di Paolo Rossi. Una sorta, dicono questi “ di cavallo di troia reggiano nello Spezia”. Senza sapere che un piccolo scippo Varini lo fece davvero, intelligentemente, nel marzo 2002. Una settimana a seguire Mandorlini negli allenamenti, camuffato al Ferdeghini, una cena al Prestige, un arrivederci ed una relazione a Sagramola a Vicenza, che lo aveva mandato. Tutti a scrivere che il ravennate rimaneva con Zanoli, quando a Vicenza erano già pronti con la bottiglia della festa in mano (“Tutto vero”, confessa oggi). In attesa di accertamenti, Varini la prende un po’ con filosofia, partendo da Vezzano sul Crostolo (Vsân in dialetto del posto) comune di 4.196 abitanti ed un diesse, sulla strada che porta al Cerreto, dove svalichi e scendi verso La Spezia (“Forse era già tutto segnato”, commenta). Da lì è partito, lì abita oggi, anche se la sua storia con la Reggiana, se si esclude la militanza nelle giovanili, fermate da un brutto guaio muscolare, sono del tutto recenti:”Nella mia carriera c’è Montecavolo, Bagnolo in Piano, poi Brescello, Sassuolo e Vicenza, ed ancora Sanremo, quindi lo Spezia”. “In effetti io sono arrivato come dirigente prima qui che alla Reggiana, ed anzi ci sono finito solo perché qui fui costretto ad andarmene, non trovando spazio per un programma di lavoro che voleva portare avanti”. Dica la verità, ne avrebbe fatto volentieri a meno di questa partita:”Si, qualunque cosa si possa dire può essere male interpretata, non posso negare di essere di Reggio e di avere molto amici lì; come non posso negare che non pensavo di entrare così bene nel tessuto cittadino della Spezia. Il venerdì sera, da mesi, con un gruppo di amici andiamo a cena fuori, gente del posto inserita in tanti strati sociali. Questo mi ha aiutato a capirvi meglio, a valutare certe storie e situazioni vedendole un po’ con gli occhi del tifoso vero”. Nulla da rimpiangere?.”Mi arrabbio solo se dicono che non fui io a costruire quella squadra che vinse nel 2005-06, Florindo compreso. Lasciai ad altri gli allori, ma chi c’era sa e dire il contrario sarebbe semplicemente falso”. Sicuro di aver detto la verità sull’affare Guidetti?:”Niente da nascondere, liberi di pensarla diversamente. Non era nei nostri parametri. Lui dice che non c’è stata trattativa? Forse si, ma non ero il solo in certi frangenti”. Ai tempi del Bagnolo faceva il mister e conobbe così D’Adderio , altro ex di grandi storie a Reggio:”Facevamo allenamento su campi attigui, io ero un allenatore molto giovane. Lui finiva e veniva a dare un’occhiata. Un giorno gli chiesi dettagli sulla preparazione di Marchioro e 24 ore dopo si presentò con uno scritto. Teneva tutto in biblioteca”. Chi vince domenica?:”Non so, noi andiamo per fare bene anche se avremo molte assenze. Credo molto in Musto; Colombo, se gioca solo al 70 per cento di quanto ha fatto vedere con l’Alessandria basta”. A Reggio il grande rilancio dopo lo Spezia:”4 anni, un ottavo posto, una finale play off persa a Pagani oltre il 90’, una promozione, un a semifinale play off in c1 persa in modo pazzo con la Pro Patria”. La Spezia-Reggio Emilia, andata e ritorno in abbonamento, un via vai di giocatori che non si vedeva da anni, è storia. Ma come si fa a dire che è finita visto che Beppe Alessi al 30 giugno prossimo è in scadenza? Varini dica la verità, le piace Alessi?:”Direi una grande bugia se dicessi il contrario”.

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