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C'è la guerra, le scuole sono utilizzate come ospedali militari

di Alberto Scaramuccia

C'è la guerra, le scuole sono utilizzate come ospedali militari

- Le chiese spezzine non sollevano alcuna eccezione in merito alla partecipazione al conflitto.
Ricordiamo che più o meno da mezzo secolo alla Spezia sono attive due missioni protestanti, la metodista di via Da Passano e la battista in via Persio. Sono entrambe note per l'opera di evangelizzazione e soprattutto apprezzate per le loro scuole che sono frequentate da una buona utenza che le stima per la qualità del servizio prestato. Così, la Festa dell'Albero, il tradizionale appuntamento con cui le comunità riformate celebrano con i loro bambini la venuta del Natale e si premiano anche gli alunni più meritevoli, è un grande avvenimento cittadino, specie quello della chiesa metodista. Nella festa del 1915 si recitano poesie, si cantano inni religiosi e patriottici, il pastore Gualtieri tiene un breve discorso inneggiando a Oberdan i cui ideali, egli afferma, sono il fondamento dell'attività didattica della scuola che dirige. Più chiaro di così. Fra il pubblico che applaude, c'è il Sindaco Piola con signora, la moglie dell'ex Sindaco Giachino, l'Assessore alla Pubblica Istruzione, l'Ispettore scolastico.
I Battisti non sono da meno. Magari non si espongono come i confratelli metodisti, ma il reverendo Pullen che guida la Missione, è pronto a rispondere agli inviti all'aiuto ed alla collaborazione del Comitato Pro Patria. Molto favorevole al formarsi alla Spezia dei Giovani Esploratori, equivalente nostrano dei boy scouts di Baden Powell, accoglie subito gratuitamente nelle sue aule i figli dei richiamati (lo fanno anche metodisti e cattolici). Quando poi le scuole a ottobre riaprono e c'è il problema di reperire aule ché gran parte delle scuole sono utilizzate come ospedali militari, Pullen offre subito alcuni suoi locali dell'orfanotrofio femminile ché servano come scuola comunale.
Dell'atteggiamento dei riformati non c'è da stupirsi: le loro s sono di matrice inglese e nella chiese è alta la componente massonica, tradizionalmente incline al conseguimento dell'unità nazionale.
Non diverso l'atteggiamento dei cattolici. È ormai ben lontano il giorno in cui Il Popolo, loro giornale, caldeggiava la guerra accanto all'Austria. Quella posizione la si superò presto con un atteggiamento neutralista sempre accompagnato dalla dichiarazione che i cattolici avrebbero compiuto il loro dovere di bravi cittadini anche se si ripetono le parole di pace del Papa. Ora però che il Paese è in guerra, s'invoca anche il Dio degli Eserciti (l'antica formula del Vecchio Testamento) che intervenga a favore delle armi italiane. Così non ci stupiamo a leggere che gli ex Salesiani organizzano all'uopo una messa nella chiesa di via Garibaldi. Officia don Samory che nella chiesa gremita prega fervidamente Dio, “patrocinante la Vergine della neve, che guidi l'esercito, i suoi duci, il Re alla vittoria contro il secolare nemico”: testuale.
Per conoscere i motivi per cui tanti, magari inizialmente diffidenti, appoggiarono poi lo sforzo bellico, si considerino anche queste cose.

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