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Dalla Castellana si vedeva tutto il mondo, parola di Trafford

di Alberto Scaramuccia

una storia spezzina
Dalla Castellana si vedeva tutto il mondo, parola di Trafford

- Il 28 marzo 1869 fu una domenica così tersa e limpida che più non si poteva, nemmeno col candeggio, per dirla con uno slogan d’antan.
Il Caso, gran Signore del mondo, fece sì che quel giorno quando la parola inquinamento ancora non esisteva, passasse sulla Castellana un naturalista che, padre inglese e madre partenopea, di cognome faceva Trafford e portava ben tre nomi François W. C. Degli questi ultimi conosciamo le sole sigle, ma è preferibile pronunciarli all’inglese per evitare confusione.
Profittando dell’eccezionale limpidità atmosferica (fenomeno che gli specialisti chiamano telorama, vista lunga), dalla sommità del monte dove certo s’era fermato per tirare un po’ il fiato, il nostro amico vide nei dettagli tutto il mondo creato. Dal Mediterraneo la sua vista s’allarga fino a contemplare Groenlandia e Siberia, si distende dal Continente australe fino all’America meridionale osservata fino alla punta più meridionale di Capo Horn per aprirsi poi sul Continente Polare Artico di cui anzi compila una carta accurata “costrutta”, dirà poi Giovanni Capellini, sul Meridiano della Spezia.
Di fronte a quanto vede, Trafford si pizzica più volte un braccio per svegliarsi caso mai stesse sognando; s’interroga, anche un po’ preoccupato, se la sua è stata visione reale oppure solo allucinazione originata da un particolare stato emotivo. Alla fine conclude che la cosa migliore è tenersi tutto dentro anche per non incorrere nei lazzi irrisori del mondo che, si sa, ama poco il fantasy.
Però, la visione avuta, vera o illusoria che fosse, gli resta dentro così che cinque anni dopo la descrive in un saggio che nel titolo porta una parola che non trovi nei vocabolari: anfiorama, modellata sulle parole greche amphì, intorno, e hòrama, veduta. La pubblicazione esce a Losanna con titolo in francese che ad alcuno fece supporre che Trafford fosse francofono a dispetto della chiara origine albionica del cognome. Non per nulla l’Old Trafford è il mitico stadio dello United.
Null’altro si sa su Trafford. Del suo “Amphiorama ou la Vue du Monde des Montagnes de La Spezia” corredato con la carta del Circolo Polare non sapremmo se Giovanni Capellini, il grande studioso spezzino che fu Rettore all’Università di Bologna, non l’avesse tirato fuori dopo cinquant’anni per far rivivere questo lavoro che sta a mezzo fra curiosità e stranezza. Poi dalla vicenda Ettore Cozzani trasse spinto per un suo racconto.
Che dire oggi? Certo un sentimento è comune a tutti: l’invidia profonda per quei tempi dove i paradisi artificiali li costruiva solo l’aria pulita e non altro. Ah, l’odierno inquinamento …

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