Genova Post La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 13 Dicembre - ore 10.00

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

E' in fiera che lo spezzino ritrova il suo Dna

di Alberto Scaramuccia

Una storia spezzina
E' in fiera che lo spezzino ritrova il suo Dna

- Immancabile e sempre presente, anche quest’anno arriva a fea de San Giusepe. Non ha mai sgarrato un appuntamento, almeno da quando la conosco e sono più di sette decenni, ma ogni anno si è presentata puntuale, sempre appetita ed eguale pur nelle diversità che i tempi nuovi e diversi impongono.
Il perché è facile a comprendersi. Nella folla ritrovi l’indicibile aroma che ci ha segnato e che abbiamo imparato a conoscere già dall’infanzia. Se il profumo del croccante è stato sostituito da quello del panino con la porchetta, la differenza non l’avverti e i suoni non mutano. Sembra strano, quasi impossibile, ma se ripercorri a ritroso tutte le edizioni a cui hai preso parte, ne capisci all’istante la ragione.
È l’atmosfera della gioia collettiva della comunità che impregna di sé ogni altro gusto e lo fa eguale negli anni, melodia antica che accompagna la passeggiata fra le bancarelle, il vocio della gente, gli inviti dei venditori e le lacrime di chi vede il suo palloncino librarsi verso l’alto, pianto che ogni volta è struggente come l’assolo desolato di un oboe.
Spesso lamento che a questa città viene meno la sua identità. Nella fiera, invece, la si avverte tutta, la stessa sensazione del Palio. Due grandi occasioni corali che prendono per mano ognuno e l’accompagnano nella riscoperta dell’appartenenza ad un’identica comunità che si riconosce tale proprio perché è nella tradizione, e quindi nella storia, che ritrova il suo Dna. Sfortunatamente, va pure detto che è altrettanto pronta a dimenticarlo immediatamente dopo, travolta dagli egoismi intellettuali che, purtroppo, in una terra figlia di migrazione (anche ieri più di oggi) esalta la particolarità più che il collettivo.
Alla fiera no. Ci siamo tutti per partecipare all’identico rito della festa collettiva che accomuna perché sentimento corale che per la sua natura non divide, ma riconosce il possesso di un qualcosa di comune dato dall’abitare lo stesso territorio.
Ma queste sono piccole riflessioni antropologiche; qua di storia urge dire.
E la lettura dei documenti, che in questo caso sono gli antichi periodici spezzini, i testi che riproducono riflettendola l’opinione pubblica, ci dicono che giusto un secolo fa alla fiera era riconosciuta la stessa valenza identitaria che fa bella la manifestazione ancora oggi.
Avvertivano bene che la situazione sociale s’era modificata dal profondo: per gli sconvolgimenti prodotti dalla Grande Guerra che era appena finita e per la continua migrazione che mescolava con gli idiomi anche usi e costumi. Ed ecco che ci si rifugia nella tradizione per recuperare i valori persi.

ALBERTO SCARAMUCCIA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia































Dove acquisterai prevalentemente i tuoi regali di Natale?












Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News