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I socialisti riuniti a Berna, ne da notizia "Il libertario"

di Alberto Scaramuccia

I socialisti riuniti a Berna, ne da notizia "Il libertario"

- Siccome a tutte le cose, brutte comprese, ci si abitua, anche la guerra pian piano perde il posto di padrona incontrastata della prima pagina sui giornali per lasciare spazio alla politica locale. C'è il conflitto, ma la città pensa al futuro, allo sviluppo che per cui si deve dare strumenti che ancora mancano: un sistema idrico da rinforzare con altre risorse, il trasporto urbano da municipalizzarsi, un piano regolatore che chiarisca che cosa si voglia di Migliarina. Il nome intendeva un'area ben più vasta di oggi, allora s'allargava al mare. Servivano norme certe sull'utilizzo degli spazi che i più volevano destinati a zona industriale ed una rete infrastrutturale finalizzata allo scopo. Sono, come si vede, programmi grossi di cui non è facile comprendere come si sviluppi la dialettica interna alla città perché con l'entrata in guerra i fogli non amici dell'Amministrazione hanno proclamato la non belligeranza ritenendo che la concordia sia essenziale nel delicato momento che si vive. Al massimo s'accontentano di qualche punturina di spillo, ma su questioni minime, tutto sommato banali. Sui grossi problemi si tace.

Ad esempio, a fine agosto, ma sui giornali la notizia compare il mese seguente, Il neo Sindaco Piola annuncia in Consiglio il programma che intende realizzare. Letto oggi, viene immediatamente da chiedersi dove avrebbe trovato i soldi per fare tutto quello che annunzia di voler eseguire. Ma sulla stampa nessuna critica, solo una righettina in calce all'articolo che ne riferisce per dire che ha dimenticato il problema del macello.
Poi, per il resto è guerra, nel senso che si dà puntuale notizia di come si attivi la città: aiuti alle famiglie povere dei richiamati che si ritrovano senza sostentamento, aiuti per i soldati ai fronti, manifestazioni per chiedere contributi che amministra il Comitato Pro Patria destinandoli alle varie iniziative messe in piedi per sostenere lo sforzo bellico del Paese.
C'è anche chi pensa alla pace. A Zimmerwald, presso Berna, si tiene una tre giorni dei partiti socialisti europei. Non tutti per più ragioni sono presenti, ma ne esce un Manifesto su cui si agita minacciosa la censura. La evita con una trovata Giacinto Serrati, direttore dell'Avanti!, che la aggira facendolo pubblicare sulle edizioni locali. Qua non c'è più il foglio socialista, ma gli Spezzini lo leggono sulla 1° pagina de “Il Libertario” dell'anarchico Binazzi il 23 settembre. Ciò indica più cose: la ramificazione dei collegamenti che ancora esistevano fra polemiche e dissidi all'interno del movimento operaio italiano e la presenza di una forma di collaborazione fra gli eterni se non nemici, certo acerrimi rivali: socialisti e anarchici.
Ma la guerra impera, anche sulla réclame. Si devono consumare solo prodotti italiani dice la pubblicità di un purgante che invita a comprare il suo prodotto italianissimo: così, in un colpo solo, si accontenta il patriottismo, l'economia nazionale e l'intestino. Che vuoi di più?

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