Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 Settembre - ore 13.44

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

L'interventismo fuori tempo di Ceccardi

di Alberto Scaramuccia

L'interventismo fuori tempo di Ceccardi

- Lo scorso 3 agosto è ricorso il centenario della scomparsa di Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, il poeta di cui Gino Patroni, sempre beffardo, ebbe a dire, parlando della strada che gli è intitolata, che a quella che è la via più corta della Spezia è toccato il nome più lungo.
Di lui dico oggi, dopo un importante convegno che gli è stato dedicato all’Accademia Capellini.
La critica dice che Ceccardo aprì la via alla poesia ligure del Novecento. In merito alla sua attività letteraria io dico che la sua opera tesa alla riscoperta di un’identità apuana che per le vicende della storia era andata persa, è l’aspetto poetico della volontà di ricostituire l’unità di un territorio che si era ritrovato smembrato e di cui l’ascesa potente della Spezia seguita alla venuta di Arsenale, fabbriche e porto, chiedeva il riaccorpamento. Sono gli anni in cui la pressione perché la città sia eletta a sede di Provincia si manifesta con vigore e la lirica di Ceccardo è supporto ideologico al gran disegno.
Poi viene la Grande Guerra e il Nostro si fa subito interventista: non per spirito nazionalista o per costruire un nuovo ordine europeo, ma perché vede nella partecipazione al conflitto la realizzazione del Risorgimento, perché si completi l’Unità d’Italia con le due pedine mancanti di Trento e Trieste. Nella storia vede la molla per incamminarsi su quella strada e due esempi gli mostrano il cammino: Felice Orsini che nel 1858 aveva attentato alla vita di Napoleone III e Guglielmo Oberdan che nel 1882 voleva fare la stessa cosa contro l’Imperatore d’Austria. Nessuno di questi tentativi riuscì e i due attentatori vennero giustiziati.
Di loro il poeta delle Apuane parla a fine marzo del ’17 in un’affollata conferenza al Moderno, il grande teatro di via Di Monale, in termini che fanno rabbrividire perché purtroppo li sentiamo ancora oggi quale fondamento delle stragi che ogni tanto insanguinano la nostra epoca. Ceccardo, infatti, esalta «bella morte per un ideale» affermando che «il martirio non è sterile mai perché l’amore lo consacra all’eternità».
Al di là di queste affermazioni, quello che lascia perplessi è la contestualità del messaggio. Chi avrebbe potuto eventualmente riceverlo era già in grigioverde; gli Spezzini che lo sentono sono alle prese con un problema di bel altro tipo: la fame. Il cibo scarseggia in tutta Europa ma qua alla Spezia si tira la cinghia più che altrove dato che il mangiare è razionato, distribuito secondo i dati del censimento di sei anni prima che aveva fornito un numero molto inferiore alla realtà.
A chi parlava Ceccardo e, soprattutto, di che?

ALBERTO SCARAMUCCIA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News