Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 25 Giugno - ore 22.12

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

La caduta al fronte del 'forward' Alberto Picco

di Alberto Scaramuccia

La caduta al fronte del 'forward' Alberto Picco

- Quando poco più di un secolo fa l'Italia entra in guerra, fra i primi caduti ci sono anche degli Spezzini. Alle famiglie preoccupate per la sorte dei loro cari al fronte, si dice che solo l'Autorità può informare dell'eventuale brutta sorte. Ma la mala nuova arriva in ritardo, non riporta né luogo né occasione per non fornire la minima indicazione al nemico. Se la stampa riferisce della morte di un concittadino, neppure dice il reparto di appartenenza tanta è la precauzione.
Senza dimenticare il Morelli volontario garibaldino caduto nelle Argonne, sono Saitto, Paoletti, Vittori, Ivani, Dispensa, Criscuolo i primi a perdere la vita. Caporale il primo, ufficiali gli altri, chi li ricorda più. Certo caddero anche soldati semplici che la cronaca non eleva ai suoi onori.
Ma li rappresenta il nome che tutti ricordano: Alberto Picco, ragioniere, sottotenente degli Alpini, caduto sul Monte Nero, nelle Alpi Giulie presso Caporetto. Morì il 16 giugno, gli mancavano 28 giorni per diventare maggiorenne.
Nome noto in città perché era il capitano dello Spezia, la stampa esalta la sua morte all'assalto di una postazione nemica mischiando informazione e propaganda. Per questo, per ricordarne la figura, preferisco non riprendere quegli articoli: anche oggi è forte il rischio di scadere nella retorica.
Meglio andare indietro, al 20 gennaio del '12, quando in Piazza d'Armi lo Spezia FC affronta la Virtus Juventusque di Livorno. Meglio andare alla cronaca di quell'incontro; spigliata, disinvolta, allegra, non ti parla di tattica, ma solo di voglia di correre nel fango e di combattere contro “i focosi livornesi spesso brutali” nei loro interventi (ma quanto il resoconto sarà stato di parte e quanto fedele?). È interessante quell'articolo anche perché leggendolo sentiamo i primi vagiti di un linguaggio che sta nascendo, cui mancano i fondamentali per esprimersi e per questo ricorre a termini inglesi: l'attaccante è forward e il portiere goal-keeper, il difensore è back. Ma gli anglicismi non sminuiscono la vivacità della cronaca che rispecchia quella dell'incontro in cui Alberto Picco porta la fascia di capitano. È un attaccante, anzi forward, e dopo un quarto d'ora la mette dentro sfruttando il passaggio al centro dell'ala scesa veloce sulla sinistra: gol classico, da attaccante di razza. Segnò il primo gol nella prima partita dello Spezia che poi raddoppia. Ma nel secondo tempo i labronici ci danno dentro, raggiungono la parità, un po' fortunosamente per la cronaca nostrana.
Dentro l'articolo del “La Spezia” di cento anni fa, avverti bene lo spirito esuberante di quei ragazzi. Probabilmente ignoravano che con quelle pedate iniziava l'avventura del calcio di casa nostra, ma erano felici di correre, scartare, darci di testa e di piede, sudare e affannarsi per metterla nel sacco.
Il capitano di quei primi aquilotti era Alberto; presto gli avrebbero spezzato le ali, ma ancora oggi, dopo cento anni, il suo nome continua a volare nel tifo per le maglie bianche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News