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Museo "Amedeo Lia" (La Spezia)

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Dal 14 aprile il Museo Lia apre le sue porte ad un nuovo e prestigioso progetto espositivo a cura di Marzia Ratti e Andrea Marmori che darà modo a tutti i visitatori di poter osservare una serie di miniature della collezione Lia.

Il progetto tende a mettere in risalto e porre a disposizione del pubblico importanti documenti miniati facenti parte dell’analogo nucleo della Collezione Lia e tre dei sette corali provenienti dal complesso conventuale di San Francesco della Spezia, conservati alla Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini”.

Le circa venti miniature della Collezione Lia, mai esposte al pubblico fino ad oggi, costituiscono un piccolo, prezioso nucleo che ottimamente dimostra l’evoluzione dell’arte di miniare, di “alluminare”, come diceva Dante, dove nella parola era la tecnica materiale di produzione di tali raffigurazioni in connessione con la parola latina lumen, luce, ad indicare la vivacità cromatica della pagina istoriata, riverbero del divino e luce dunque di verità. Sono fogli e singole iniziali, la cui cronologia è scalata dal tardo Duecento a tutto il Quattrocento, e rappresentano l’elaborazione e lo sviluppo dell’arte miniatoria nell’Italia centrale e settentrionale (alcuni fogli ferraresi e fiorentini sono veri capolavori), con un unico numero proveniente dall’area germanica, a testimonianza della diffusione della raffinata tecnica miniatoria.

Gli antifonari della Mazzini, già in san Francesco, sono un lascito di evidente portata per la storia cittadina. Prodotti in ambito padano – lombardo, i corali di san Francesco tradiscono una derivazione più specificamente emiliana, come è per il Salterio notturno, anteriore all’insediamento dei Frati Minori alla Spezia qui giunti tra il 1474 al 1487. Si evidenzia altresì una cultura figurativa ferrarese prossima ai modi di Martino da Modena, attivo tra l’altro a Parma nel Convento di San Giovanni Evangelista, forse nel penultimo decennio del ‘400. Gli approfondimenti condotti in tal senso da Pia Spagiari rivelano un rapporto sempre più stringente tra questo gruppo di corali e la bottega miniatoria di San Giovanni Evangelista in Parma dove operava negli ultimi decenni del ‘400 come scriba, minatore, decoratore, calligrafo ed editore Damiano da Moile a cui sono attribuite le decorazioni dei due Graduali de Tempore.

La mostra è dunque un’ottima occasione per osservare questi veri capolavori, dove i fogli Lia, finora mai esposti, come si diceva, sono associati al patrimonio delle storiche raccolte della Biblioteca Mazzini, recentemente riaperta alla fruizione pubblica dopo indifferibili lavori che ne hanno precluso per anni la frequentazione.

“Oggi la Città riscopre i suoi tesori nascosti – dichiara il Sindaco Pierluigi Peracchini – nella Collezione Lia e nella Biblioteca Mazzini sono custoditi veri e propri forzieri di preziosi cui corre l’obbligo civico riscoprire ed esporre al pubblico. La mostra Lumen. Tesori miniati dalle Collezioni Civiche segue proprio questa direzione: abbiamo dei piccoli capolavori che ci raccontano una porzione di storia dell’arte italiana e europea e rappresentano non solo una testimonianza di tecniche raffinate ma soprattutto esercizi spirituali che si traducono in esercizi estetici nella forma miniata”




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