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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Novembre - ore 12.02

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Cossentino: "Chi comanda non si immagina che danno reca a una società retrocedendola"

O.S.S. e allenatore dell'Entella, ma anche ex giocatore dilettante ha vissuto in prima linea la battaglia contro il Coronavirus. "Tanta paura, ma ora ripartiamo. Lo Spezia? Merita la A"

Cossentino: "Chi comanda non si immagina che danno reca a una società retrocedendola"

La crisi per la pandemia da Covid-19 lo ha toccato molto più da vicino rispetto ad altri infatti Yari Cossentino, ex calciatore di buon livello con trascorsi nel Settore Giovanile dell'Inter, nella Primavera della Sampdoria e poi con Lavagnaese, Sestri Levante e Caperanese in Serie D e attuale allenatore della formazione Under16 della Virtus Entella, come primo impiego svolge il ruolo di Operatore Socio Sanitario presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Lavagna. Sotto i suoi occhi sono passati tantissimi casi in questi tre mesi di crisi pandemica, anche perché l'ex trequartista classe '86 è stato trasferito nella tenda di accettazione per i malati di Coronavirus. Oggi possiamo scambiare quattro chiacchiere con lui in una bella intervista concessaci dalla Virtus Entella.

Buongiorno Yari e benvenuto sulle nostre pagine virtuali. Partirei dalla sua professione di Operatore Socio Sanitario. Come ha vissuto questi mesi sempre a contatto con pazienti malati di Coronavirus?

"Buongiorno ai lettori della Voce del Tigullio e grazie per l'invito. Devo dire che almeno all'inizio la pandemia da Coronavirus è stata una cosa più grossa di noi, passami il termine ma è stato un vero delirio. Io svolgo il mio lavoro proprio nella tenda dell' accettazione pazienti affetti da Covid-19: eravamo e siamo spaventati, ma ti viene fuori un istinto incredibile."

La situazione per voi OSS, inferimieri e medici è stata molto delicata. Cosa si sente di dire?

" Ora che conosciamo un po' di più il "nemico" siamo un po' più sereni, ma attenzione ad abbassare la guardia perché la situazione può di nuovo precipitare: E' stato un periodo durissimo, stressante e pieno di preoccupazioni e purtroppo a volte ci siamo trovati a combattere non solo con il virus, ma anche con altre problematiche organizzative!"

Passiamo al calcio. Serie A e Serie B stanno facendo di tutto per ripartire, ora si sa anche la data. È giusto? Un suo parere sulla stagione di Entella e Spezia?

"Il calcio deve ripartire, non so come e quando e, soprattutto, non ho le competenze per esprimermi su una cosa così però so che deve ripartire. Lo Spezia a volte mi chiedo come fa ad essere ancora in Serie B con una piazza del genere. Sicuramente ci sono dei problemi che non conosco. Quest'anno ha un allenatore molto bravo, che stimo e condivido molte sue idee di calcio. Mi diverto, e non poco, a vedere giocare lo Spezia nel calcio di adesso. L'Entella considerando che è una neo promossa stava facendo un ottimo campionato. Boscaglia è un vincente, un allenatore pragmatico. Devo confessarti che è molto interessante quando abbiamo dei confronti con lui durante l'anno."

Dopo una buona carriera da giocatore con un passato in Settori Giovanili importanti e tanta Serie D è diventato allenatore e attualmente è alla Virtus Entella.

"Sono il collaboratore di Ferruccio Bonvini nell'Under16 della Virtus Entella, per me è il secondo anno. Per uno come me che vivrebbe e parlerebbe solo di calcio tutto il giorno è il massimo. Ho intrapreso un percorso che voglio portare a termine. In primis per aiutare a trasformare il sogno di questi ragazzi di diventare giocatori professionisti, sai io ci sono andato vicino, ma ho commesso un sacco di errori e chi meglio di me può aiutarli a non commetterli? L'Entella poi e una società all'avanguardia fatta di persone competenti e professionali, ma con una cosa in più che nel.calcio dei professionisti ormai e raro: ha dei valori, qui è veramente essere in una famiglia."

Quanto le manca il campo in questo periodo?

"Se mi manca il campo? Sto letteralmente impazzendo! Seguo gli allenamenti fisici dei miei ragazzi svolti sulla piattaforma di Zoom che fanno seguiti costantemente dal preparatore atletico. Facciamo spesso video chiamate a quattro con amici che fanno allenatori o che giocano ancora come Avellino, Ranieri, Marco Firenze che ora è al Venezia e mi sto aggiornando tantissimo, ma ora c'e da ritornare sul campo il prima possibile."

Scendiamo ai dilettanti. Nei giorni scorsi il Presidente Regionale Ivaldi si è pronunciato in merito alle possibili decisioni che verranno prese su promozioni e retrocessioni affermando che, pur non potendo rendere la cosa pubblica al momento, hanno le idee molto chiare. Secondo te che linea verrà seguita. Prima promossa e niente retrocessioni?

"Non è semplice e partirei dicendo che accontentare tutti sarà impossibile secondo me: il campo non ha parlato, almeno non fino infondo"

In Serie D sono state decise a tavolino 36 retrocessioni anche di squadre sestultime o con una partita in meno disputata. Che ne pensa?

"E' chiaro che nel dubbio avvantaggerei una società che ha investito ed è prima in classifica piuttosto che penalizzare una società retrocedendola. Forse chi comanda non si immagina nemmeno che danno reca ad una società quando questa retrocede"

Le retrocesse si sono unite in una class action contro la decisione della Lnd. Tra queste vi è, ad esempio, anche la Fezzanese...

"La Fezzanese è una squadra ligure e da uomo di calcio posso esserne solo che dispiaciuto. Conosco la società, so da dove è partita e che sacrifici ha fatto per ritrovarsi a disputare un campionato impegnativo come la Serie D."

Si è parlato, tra le altre cose, di un possibile calo dei fuoriquota da 3 a 2 nei campionati di Promozione ed Eccellenza e dell’eliminazione del fuoriquota in Prima Categoria. È favorevole? Perché?

"Guido questo per me e un tasto importante e purtroppo dolente. Io sono abbastanza giovane, ma ho avuto la fortuna di esordire in Prima Squadra a Lavagna in Serie D a soli 17 anni quando c'erano almeno cinque o sei mostri sacri per squadra nel girone. Quell'anno con mister Celestini c'erano Michele Russo, Croci, Pattuglia, Parlato, Pozzo e io: il mister ci avrebbe fatto giocare comunque con o senza regola. I giovani di oggi? Li vedo sempre meno appassionati, poco umili, e la regola favorisce solo una problematica che ha questa generazione ossia il "tutto e dovuto". Io penso invece che chi è bravo gioca e deve essere onorato di stare in una Prima Squadra, anche solo per allenarsi. Poi è chiaro che noi allenatori abbiamo il dovere di incentivarli, migliorarli e individuare chi merita e chi no, invece mi tocca sentire direttori sportivi o allenatori che devono pregare i ragazzi di venire al campo. Siamo alla follia!"

Lei come vede il futuro del calcio dilettantistico?

"La Serie D deve sicuramente fare un passo indietro. Mi spiego: e una categoria ibrida, ma le società ora hanno meno soldi. Devono tornare ad allenarsi alle 18:00 com'era un tempo dando la possibilità alle persone di studiare o lavorare. In generale invece si fanno troppe false illusioni e per tutte le categorie. Lo stato e la federazione devono aprire i rubinetti e migliorare le infrastrutture, andare nelle scuole a parlare di sport. Bisogna creare un legame tra istruzione e sport:l'ho visto fare quando sono andato a vivere e giocare in Francia e funzionava."


Si è ritirato dal calcio giocato da giovane. Ci racconti qualche aneddoto della sua carriera...

"Anche se mi sono ritirato presto di aneddoti ne avrei molti. In Primavera alla Sampdoria ci portarono in ritiro a Bedonia: io entrai sul pullman in divisa, ma con uno zainetto e basta. Avevo capito che saremmo rimasti su solo una settimana, pochi stracci insomma, mister Lombardo e Invernizzi mi dissero "Ma dove vai solo con uno zainetto?" E io gli risposii: "Ma mister per una settimana basta e avanza!" Scoppiarono a ridere e mi dissero che erano 20 giorni. Rimasi buono buono un dieci giorni, all'undicesimo scappai dal ritiro con altri due compagni per andare a una festa, ovviamente fui beccato il giorno seguente... Tengo a precisare che non avevo abbastanza mezzi per fare il professionista, il rimpianto è non essermi "divertito" di più tra Serie D, Eccellenza, Promozione e I Categoria."

E’ il momento di salutarci. Vuole aggiungere altro?

"Auguro a tutti che questo periodo difficile passi velocemente e senza troppe conseguenze, che si ritorni velocemente alla "normalità".

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