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Ritratti - Mirko Setti dice basta, il calcio dilettante perde un'altra bandiera

Il difensore 50enne, da venti anni al Bellavista/Pugliola, dice stop per i problemi fisici alla schiena. In passato ha militato anche nei campionati FIGC come a Marola con i fratelli Fanan ed al Canaletto di mister Valentino Fabbri.

Ritratti - Mirko Setti dice basta, il calcio dilettante perde un'altra bandiera

La Spezia - Una nuova rubrica lanciata da Calcio Spezzino, una rubrica che non avrà una cadenza fissa, ma che di tanto in tanto vorrà raccontare la storia di un personaggio che nel suo piccolo ha fatto la storia del calcio dilettante della Spezia. Questo è "Ritratti" la novità lanciata dal nostro quotidiano che speriamo appassioni i nostri lettori, ma ora non perdiamo tempo e iniziamo con il primo "Ritratto..."

Vogliamo iniziare parlando di un calciatore che forse i più giovani non conosco, ma che molti ex calciatori del recente passato del nostro calcio ricorderanno sicuramente. Vogliamo iniziare da lui perchè ha deciso in questi giorni di ritirarsi dal calcio giocato ed in fondo il nostro movimento perde così un'altra storica bandiera. Un giocatore che alla soglia dei 50 anni, che compirà il 9 Agosto, è costretto ad appendere gli amati scarpini al chiodo per seri problemi fisici alla schiena. Solo per questo motivo ha deciso di ritirarsi. Stiamo parlando di Mirko Setti da anni protagonista nei campionati della Uisp Val di Magra con la maglia del suo Bellavista/Pugliola, ma che in passato ha militato anche per diversi campionati nelle categorie della FIGC della Spezia. La sua storia nel calcio inizia nelle giovanili, nella formazione "Pulcini" dell'IRD Migliarina, per poi passare per sette stagioni alla Migliarinese e quindi all'Arci Pianazze. Il "calcio dei grandi" lo accoglie appena sedicenne con l'Arcola in I Categoria, per poi vestire le maglie di Fossivigor e Chiappa. Il talento c'è e si vede e nel 1985 il Marolacquasanta decide di investire su di lui comprando il suo cartellino, un buon investimento dato che difenderà i colori marolini fino al 1994. A Marola formò una grandissima coppia di centrali di difesa con l'attuale allenatore dei rossoverdi Mirco Fanan, una di quelle difese che certamente non lasciava dormire sonni troppi tranquilli agli attaccanti avversari. Un centrale difensivo di quelli atipici, non il rude centralone che ti puoi aspettare nei campetti di periferia, ma un giocatore dal sinistro educato ed abilissimo nell'esecuzione dei calci di punizione. Anche a Marola dimostrò il suo feeling con la porta realizzando ben 11 marcature. Nel 1994/1995 il mitico allenatore Valentino Fabbri, uno che negli ambienti del calcio dilettantistico spezzino è ricordato da tutti o almeno da quelli che hanno un po' più di memoria, fece di tutto per ingaggiarlo per il suo Canaletto ed alla fine ci riuscì. "Non so proprio cosa mister Fabbri ci vide in me" - ci scherza su Mirko ricordando quel periodo - "Ma spinse molto per avermi in squadra. Mi ricordo che non voleva mai che superassi la metà campo, penso che se mi fossi spinto troppo in là mi avrebbe sparato. Infatti in quel biennio non riuscii a segnare neanche una rete." Dopo due stagioni in "canarino" ecco l'approdo al Pugliola/Bellavista sotto le pressanti richieste di mister Ercolei, colui che ancora oggi guida il sodalizio giallonero del presidente Pietro Buffa. Contribuì subito alla promozione in I Serie della squadra giocando anche da mediano davanti alla difesa e segnando tantissime reti insieme allo storico attaccante Antonio Spinetti. Ha detto basta Sabato scorso sul terreno del Ceserano in una partita finita a reti bianche tra lo stupore dei suoi compagni increduli. Lascia la sua squadra con uno score incredibile fatto di 517 presenze e ben 72 reti messe a segno in venti anni di militanza. "Ovunque io sia stato, nonostante i miei limiti, sono sempre stato apprezzato e di questo ne vado molto fiero." Mirko, un giocatore che ha anche un record eccezionale: in così tanti anni di carriera e presenze non ha mai dovuto scontare un singolo turno di squalifica. Sembra incredibile a pensarlo nel calcio dilettantistico di ora dove si assistono a scene di isterismo, anche collettivo, praticamente ad ogni giornata disputata. E' proprio lui che ci confida questo record incredibile "Pensa che in tutta la mia vita calcistica non sono mai stato squalificato, nemmeno per somma di ammonizioni durante una singola stagione." Rispettato da compagni ed avversari, nei campionati della Uisp della Val di Magra era oramai uno dei pilastri del movimento, un vero decano delle varie categorie, ma non solo. Conosciuto da tutti nel 2013, in occasione del ventennale della squadra, Mirco ha scritto un libro/almanacco di quasi 400 pagine dal titolo “Pugliola/Bellavista Story” in cui sono descritti in modo maniacale tutti i campionati disputati dalla squadra con schede, fotografie e curiosità di tutti, ma proprio tutti, coloro che hanno avuto a che fare con il Bellavista1993 e oggi anche Pugliola. Ma non solo, scrisse anche un altro libro, l'almanacco del campionato di I Serie della stagione 2013/2014 dove è possibile trovare tutte le squadre partecipanti, con tutte le formazioni e tutte le foto dei giocatori componenti le rose. Un lavoro incredibile e certosino che spinse il difensore sui vari campi della Val di Magra per fotografare i giocatori anche quando non scendeva in campo con la sua squadra, un lavoro a cui il centrale difensivo ha dedicato molto tempo ed energie, lasciando però un ricordo indelebile alla sua Società, ma anche a tutte le altre squadre.
Un suo compagno di squadra, Gianni Badiale, lo ha voluto ricordare con queste belle parole: "Un giorno calciai un pallone, non feci gol, ma vinsi tante altre belle cose. Non è da tutti arrivare alle soglie dei 50 anni e continuare a giocare a pallone ogni sabato per 70 minuti! Mirco, è sempre stato un guerriero, il gioco del calcio scorre nelle sue vene e nonostante i suoi recenti problemi fisici ha sempre stretto i denti per poter scendere in campo a difendere i colori della sua squadra."
Probabilmente Mirco, spinto dalla sua incredibile passione verso questo sport, verso quel pallone che rotola su un campo polveroso di periferia il fine settimana, avrebbe voluto continuare a giocare ancora e ancora se i medici non glielo avessero impedito. La Passione, quella con la P maiuscola, è qualcosa che è difficile da spiegare, in fondo o ce l'hai o non ce l'hai, ma tu prova un po' a spiegarglielo ai giovani "calciatori" di oggi...

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