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Rege Cambrin: "Motivo d'orgoglio il riconoscimento del Don Bosco"

A due anni di distanza l'ex difensore salesiano premiato dalla società per il gol storico della salvezza al Play - Out. "Non serve essere professionisti per vivere il calcio intensamente. I salesiani per me una seconda famiglia. Ringrazio i dirigenti

Rege Cambrin: "Motivo d'orgoglio il riconoscimento del Don Bosco"

La Spezia - Sabato scorso, oltre a premiare per le 200 presenze in maglia salesiana due veterano come Fabio Ferdani e Fabio Bertoletti, il Don Bosco Spezia ha fatto una grande sorpresa ad un suo ex giocatore dedicando una terza apposita targa a Matteo Rege Cambrin. Il centrale difensivo che per molte stagioni ha difeso i colori rossoneri siglando proprio nell'ultima partita ufficiale con la maglia salesiana il pesantissimo gol salvezza nel Play - Out di ritorno contro la Tarros Sarzanese. La targa, visti gli impegni di lavoro di Rege Cambrin, è stata ritirata dalla moglie Erica e dal figlioletto Filippo (nella foto, ndr) e come si può leggere gli è stata dedicata per l'importantissimo gol realizzato contro la formazione di Sarzana. Abbiamo voluto contattare lo stesso Rege Cambrin per fare quattro chiacchiere con lui.

"Ciao Guido, grazie per lo spazio dedicatomi tra l'altro a quasi due anni esatti dalla mia ultima partita e da quell'importantissimo gol. Due anni senza calcio F.I.G.C. è vero, ma mi sono rifatto a 7 con la Uisp perchè se è vero che la famiglia e il lavoro richiedono più presenza la passione non passa con il tempo. E poi ho staccato un po' la spina anche se sento i miei vecchi compagni e amici, li tratto come fisioterapista e leggo costantemente Calcio Spezzino per esser aggiornato subito su tutto. Ho riorganizzato un po’ la vita!"

Ti sei emozionato a ricevere questa targa celebrativa a due anni da quel tuo importantissimo gol?

"E' stata davvero una stupenda sorpresa, purtroppo ero assente perché ad un corso di aggiornamento in osteopatia, ma l'hanno ritirata mia moglie e mio figlio e quindi è come se fossi stato lì. Spero che a Filippo possa piacere il calcio almeno quanto è piaciuto a me, al di là della riuscita. La targa è un motivo di orgoglio senza dubbio e ci tengo a ringraziare tutta la società anche dalle tue pagine."

Ripercorriamo insieme la tua carriera nei dilettanti...

"Ho iniziato e finito con la maglia del Don Bosco partendo dalle giovanili fini agli Allievi e poi l'esordio giovanissimo in Prima Squadra al campo "Enel" che ora è sparito,poi mi hanno lasciato crescere e provare campionati dilettantistici più importanti con la maglia della Fezzanese, inframezzato da un anno nel purtroppo scomparso MCF della famiglia Schiavo, che è stata una parentesi molto lunga e che mi ha lasciato ottimi rapporti anche con la gente del paese di Fezzano. In seguito il ritorno in maglia rossonera dove ho vissuto la parte più significativa dal punto di vista sentimentale. Aver chiuso con la maglia del Don Bosco segnando il gol della salvezza all'ultimo secondo del Play - Out di Promozione credo sia stata la conclusione più bella che potessi immaginare. Era quello il momento giusto è più bello per chiudere."

Vuoi aggiungere altro prima di salutarci?

"I salesiani sono stati e saranno sempre la mia squadra e la mia seconda famiglia, negli anni tanti sacrifici, ma sempre col sorriso e col cuore, rapporti importanti, gioie come le salvezze in Promozione e la vittoria del campionato di I Categoria, titolo mai vinto prima dal Don Bosco, sono cose rimangono, come la targa della società, un semplice attestato, ma di un valore incredibile. Perché non serve per forza esser professionisti per poter vivere il calcio intensamente, anzi, e vedere la tua società riconoscerti il ruolo di bandiera assume un significato particolare. Ringrazio i dirigenti, specialmente quelli più storici come mio papà, Franceschini, Croce e Iandoli, gli allenatori e i compagni con cui ho condiviso tutto e sono cresciuto: ai “vecchi” non dico niente, hanno fatto una stagione straordinaria quest'anno , ai giovani spero di averli aiutati negli anni a capire come vivere lo spogliatoio e come meritarsi il piacere di giocare, perché niente è dovuto. Ti ringrazio per lo spazio e per il tempo, ti faccio le congratulazioni per il servizio che offrite con la speranza di un continuo miglioramento e crescita, che meritate senza ombra di dubbio."

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