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Nasce a Genova la Palmaria del futuro | Foto | Video

Le batterie fortificate e gli altri immobili saranno recuperati per finalità turistiche. Non mancheranno investimenti sull'agricoltura. Toti: "Puntiamo sul'aumento dei posti letto sull'isola ma non per un turismo di massa".

confermata la monorotaia mare-cima

Golfo dei Poeti - Presentato questo pomeriggio a Palazzo De Ferrari, quartier generale della Regione Liguria, il masterplan definitivo per il rilancio e la riqualificazione dell'isola Palmaria, approvato nei giorni scorsi in cabina di regia in collaborazione con il Comune di Porto Venere, il Ministero per i Beni e le attività culturali e la Marina Militare. Il piano, come già anticipato, ha come obiettivo primario il rilancio e lo sviluppo sostenibile dell'isola a fini turistico-ricettivi, "nel pieno rispetto di un ambiente di singolare bellezza, particolarmente delicato e fragile nelle sue peculiarità paesaggistiche, dall'immenso potenziale, fino a oggi interessato in maniera marginale dai flussi turistici" - chiariscono dalla sala della trasparenza della Regione Liguria. Per arrivare al risultato finale fondamentale è stato il ruolo di Filse, come segreteria tecnica in supporto alla Cabina di regia, coordinando e organizzando, con il supporto della controllata IRE, tutti i soggetti tecnici ed economici coinvolti. Il masterplan è stato curato, come noto, da Land e DuffPhelps sotto la guida dell'architetto e paesaggista Andreas Kipar.

Toti: "Aumentano i posti letto". Il complessivo delle azioni previste, secondo i desiderata del Comune, è volto ad un rilancio dell'isola, non solo sotto il profilo turistico-balneare e ricettivo, ma anche dal punto di vista agricolo ed enogastronomico. Altro aspetto confermato l'utilizzo museale e scientifico delle strutture esistenti: non è certo un mistero che la Palmaria è infatti un sito di grande importanza dal punto di vista storico e militare, già da prima dell'Unità d'Italia. Ma uno dei punti cardine del progetto, che sarà sicuramente tema di discussione nei prossimi anni, sarà il potenziamento dell'offerta turistica sull'isola: il piano prevede infatti il recupero di una serie di immobili che la Marina Militare trasferirà al Comune di Porto Venere. "Si tratta di Forte Cavour, che si trova in vetta all'isola, delle batterie fortificate Umberto I, Schenello, Semaforo, Cala Fornace - spiega il presidente della Regione Toti -, nonché di altri immobili di superficie meno estesa che dovranno essere recuperati e riutilizzati prevalentemente con la modalità dell'ospitalità diffusa. Puntiamo all'aumento dei posti letto sulla Palmaria, ma senza andare nella direzione del turismo di massa. Vogliamo un turismo di qualità per un luogo di immenso pregio, un'isola che a lungo è rimasta poco fruibile, meta di un turismo sporadico e limitato in virtù della presenza militare, e quindi praticamente intatta. Vogliamo rivitalizzare questo luogo riscoprendone la sua storia sotto vari profili, mantenendo l'ambiente inalterato e aprendo l'isola a un turismo non impattante, ma sostenibile, senza un centimetro cubo di cemento in più".

Ulivi e vino, ex cava come anfiteatro naturale. Altro elemento a cui sono rivolte le previsioni del Masterplan è quello della rivitalizzazione della vocazione agricola dell'isola: "Un tempo - spiega l'assessore all'Urbanistica Marco Scajola - la Palmaria era fortemente antropizzata e coltivata. I terrazzamenti esistenti sono stati nel tempo abbandonati e potranno tornare a ospitare vigneti e oliveti. Oltre a essere una opportunità occupazionale, è da sottolineare la possibilità di uno sviluppo enogastronomico: la Palmaria potrà diventare un'attrattiva per prodotti di nicchia di alto livello. Non dimentichiamo che la zona dell'estremo levante ligure produce alcuni dei vini più rinomati d'Italia". A oggi l'isola è fruita in massima parte solo sul lato Nord che si affaccia verso Porto Venere: "Uno degli obiettivi è quello di rivitalizzare il contesto nel suo complesso, a partire dal capo sud della Palmaria, che si affaccia alle isole Tino e Tinetto. La presenza di una cava di portoro, o marmo di Porto Venere, non più in attività, ha generato in questa zona un vero e proprio anfiteatro naturale, che potrà essere utilizzato per manifestazioni culturali in un contesto unico al mondo, fruibile grazie anche alla possibilità di un approdo nelle vicinanze". Nell'ottica di un totale coinvolgimento dei luoghi è prevista la realizzazione di un impianto di risalita a monorotaia dal lato nord dell'isola sino alle fortificazioni Cavour e Semaforo, a basso impatto paesaggistico e ambientale, con riuso di tracciati preesistenti e bonifica della attuale linea elettrica aerea, da interrare. Un impianto che permetterà a tutti di godere di panorami mozzafiato sul promontorio di Porto Venere a oggi accessibili solo a escursionisti esperti.

Matteo Cantile

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16/05/2019 - L'architetto Andreas Kipar racconta il progetto Palmaria


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